Secondo alcuni studiosi in origine l’inconfondibile stile canoro sardo sarebbe stato ispirato dai versi degli animali: pecore e buoi oppure rane e grilli
Nell’800 l’olio ricavato dalle sue bacche era usato per alimentare le lampade e condire i cibi. La resina, invece, era un rimedio per le affezioni del cavo orale
Secondo la tradizione la dea dell’amore e della bellezza, sorta da mare, si nascose in un boschetto di “mortella” (altro nome dell’ingrediente tipico del liquore sardo)
Si terrà dal 22 al 25 aprile, vi parteciperanno 30 birrifici: lo stile di quest’anno prevede chiare di bassa fermentazione di ispirazione tedesca e ceca