POLITICA

gli eclissati

Letizia Moratti, la "Lady di ferro" prestata alla politica

Ultima erede della Milano delle grandi famiglie, imprenditrice, filantropa e "prima donna", Letizia Maria Brichetto Arnaboldi Moratti ha avuto una sola regola: "Lavorare sodo"
letizia moratti (ansa)
Letizia Moratti (Ansa)

Con Pisapia gli Afterhours, Roberto Vecchioni, i Subsonica, gli Elio e le Storie tese.

Con la Moratti, Gigi D'Alessio.

Nel 2011 si è combattuta anche sul fronte musicale, nei concertoni allestiti in piazza Duomo per sostenere i candidati, la campagna elettorale tra il sindaco di Milano uscente, Letizia Maria Brichetto Arnaboldi Moratti, e l’uomo di punta della società civile, Giuliano Pisapia.

Lei erede di una delle più grandi famiglie industriali del Novecento, lui eroe della Rivoluzione arancione, tra i due una riga sociale e culturale. Da un lato chi voleva restare sul solco della "tradizione", dall'altro chi guardava a quello che Milano smaniava di diventare. Vinse la nuova Milano e per Letizia Moratti fu, inevitabilmente, la fine della carriera politica. Anzi l’uscita, non proprio trionfante, da un mondo in cui, da imprenditrice, era stata catapultata.

La chiusura della campagna elettorale del 2011 (Ansa)
La chiusura della campagna elettorale del 2011 (Ansa)

LE ORIGINI NOBILI E L’AMORE, GIAN MARCO - Nata in una famiglia di origini genovesi, benestante e per metà nobile, da piccola frequenta nell'ottocentesco Palazzo Archinto di via Passione, a Milano, il prestigioso Collegio delle fanciulle, un rigoroso educandato statale che solo nel 2007 ha aperto le porte ai ragazzi.

Il sogno è quello di diventare architetto ma, nel pieno dei movimenti sessantottini, si iscriverà all'Università statale di Milano, alla facoltà di Scienze Politiche. Due giorni dopo la laurea è già assistente di Diritto comunitario. A far saltare ogni progetto è l’incontro con l’amore della sua vita, l’imprenditore petrolifero Gian Marco Moratti, presidente della Saras di Sarroch, fondata dal padre Angelo, e fratello di Massimo, futuro patron dell'Inter. Si innamorano, si sposano – lui in seconde nozze, dovranno chiedere l’annullamento alla Sacra Rota – hanno due figli.

Gian Marco e Letizia Moratti
Gian Marco e Letizia Moratti

L’INDIPENDENZA, “SENZA AVERNE BISOGNO” - È la fusione di due famiglie importanti e a lei basta schioccare le dita per diventare la cortigiana di una lussuosa casa e non fare altro per il resto della sua vita. E invece no.

Lungi dall'accontentarsi di essere "la moglie di", Letizia Moratti sceglie di essere una manager: a soli 25 anni, con un prestito, fonda la prima società di brokeraggio assicurativo, la Gpa. È l’unica delle sue amiche a lavorare, ma ne ha bisogno, l’indipendenza le piace. Per questo vuole la separazione dei beni con Moratti: “Era il mio modo di dirgli ogni giorno che lo sceglievo perché era lui, volevo che il nostro matrimonio fosse quello che era, un matrimonio d’amore”. Ricoprirà, tra i vari e numeri incarichi, quello di consigliere di amministrazione della Banca Commerciale Italiana e di amministratore delegato di Nikols.

BERLUSCONI E QUEL SOPRANNOME: “MARGARET” – Approda alla politica solo nel 1994: a volerla è Silvio Berlusconi, che ha sempre nutrito per lei una profonda ammirazione. La chiama “Margaret”, come la Thatcher. Il 13 luglio di quell’anno viene nominata presidente della Rai, è la prima donna a ricoprire questa carica, e fin dall'inizio il suo piano di bilancio mette in conto tagli ai dipendenti in eccesso e recupero crediti.

Un “pugno duro soavissimo”, lo definirà Indro Montanelli, che ha il merito di risanarlo, quel bilancio. Ma anche di attirare feroci critiche. La chiamano “fredda”, “algida”, “calcolatrice”. “Se in una trattativa – si difende lei - prendi posizione e sei una donna, sei rigida, se sei un uomo, sei forte”.

Con Rupert Murdoch (Ansa)
Con Rupert Murdoch (Ansa)

Dopo una parentesi come presidente della News Corp Europe, gruppo editoriale che faceva capo a Rupert Murdoch, la politica torna nella sua vita nel 2001, per un'intera legislatura, quando sempre Berlusconi la vuole nel suo governo come ministro dell'Istruzione. Nel palazzo di viale Trastevere firma la riforma della scuola, che ha avuto il merito di combattere l’abbandono e la dispersione scolastica, la riforma dell’Università e la riforma degli Enti di ricerca.

Con Silvio Berlusconi (Ansa)
Con Silvio Berlusconi (Ansa)

PRIMA DONNA SINDACO DI MILANO - Nel 2006 sono ancora i tempi d’oro per Berlusconi e la Casa delle libertà e la Moratti è il nome di punta per le comunali milanesi. Forte di un finanziamento di oltre sei milioni e mezzo di euro da parte del marito Gian Marco, batte il centrosinistra di Bruno Ferrante diventando la prima donna a capo della capitale italiana della finanza. Da inquilina di Palazzo Marino, conquista l'Expo2015 nel 2008 e riempie la città di biciclette, allungando le piste e inaugurando a Milano BikeMi.

La Moratti festeggia l'Expo a Milano (Ansa)
La Moratti festeggia l'Expo a Milano (Ansa)

Nel 2011 il tentativo di un secondo mandato, guastato non solo da Gigi D’Alessio, che per di più – ironia della sorte – all’ultimo momento dà forfait per i troppi insulti. Ma per gli scandali. Uno su tutti la “Bat-Casa” di 447 metri quadrati del figlio Gabriele: cinque capannoni nella periferia nord-ovest milanese trasformati in casa, e che casa: cucina, ponte levatoio, Jacuzzi, cabina armadio e caverna sotterranea. “È tutto in regola”, balbetta la Moratti in piena campagna elettorale eppure, chissà perché, la procura ordina il ripristino delle condizioni di partenza nei capannoni.

“TUTTA COLPA DI PISAPIA” - Non aiutano neanche i colpi bassi, come l’aver riportato a galla una vecchia storia che coinvolgeva Pisapia: “È responsabile – dice la Moratti in diretta Sky durante un confronto tv - del furto di un furgone che sarebbe stato usato per il sequestro e il pestaggio di un giovane. Pisapia è stato amnistiato”. Un errore giudiziario, si difende Pisapia, un’accusa da cui fu assolto nel 1985. Da lì le parodie sul web sul “mostro Pisapia” e le mille nefandezze da lui commesse: dall’aver diffuso le zanzare a Milano all’aver rubato le immagini dei profili Facebook.

Un confronto tv (Ansa)
Un confronto tv (Ansa)

Relegata al ruolo di consigliera di opposizione, si dimette nel 2012 (dopo aver conquistato la maglia nera per assenteismo) per dedicarsi a “un’intensa attività nel socialein una realtà che la mia famiglia segue ininterrottamente da oltre 30 anni”. È la comunità per tossicodipendenti di San Patrignano, di cui Letizia e Gian Marco Moratti, recentemente scomparso, sono sempre stati i principali benefattori.

A 69 anni, lasciata la politica, la Moratti è oggi la numero uno del consiglio di gestione di Ubi Banca, carica a cui molto probabilmente sarà rieletta. La Milano che ama è andata più veloce di lei e non ha più bisogno delle grandi famiglie come la sua. Ma per una che da tutta la vita, pur amando quello che il destino le ha dato, non è mai stata con le mani in mano, forse non è un problema: "Ho sempre lavorato duro per dimostrare di essere brava. A tutte le donne succede così, lavorare con i maschi ci tempra".

Angelica D'Errico

(Unioneonline)

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