Ore 11, sabato 14 marzo a Oristano. Ordine del giorno: analisi della situazione politica regionale. Solo una «riunione organizzativa» fa sapere chi parteciperà. Di più per ora  non trapela (manco la location) sull’incontro convocato da Renato Soru, con un invito recapitato ai chi è da sempre parte attiva di Progetto Sardegna ma anche a coloro che avevano lasciato il Pd quando, mentre si componevano i puzzle delle alleanze verso le elezioni del 2024, era arrivata la decisione di candidare Alessandra Todde alla presidenza della Regione. 

La coalizione sarda che sosteneva l’ex governatore per la (ri)conquista di Villa Devoto ottenne l’8,6%: sotto la soglia di sbarramento per accedere al Consiglio regionale, con oltre 50mila preferenze. 

Anche se allora risultarono al di sotto delle aspettative, numeri non trascurabili. Lo scenario da allora è cambiato e non è escluso che la linea del silenzio – politico – adottata da Soru negli ultimi tempi, quindi con l’assenza di recenti motivi di dissidio con i Dem, possa aver fatto venire in mente  a qualcuno, in casa Pd, che un riavvicinamento possa essere possibile. E forse anche di questo si parlerà sabato mattina: con i chiaroscuri della legislatura Todde potrebbe essere utile, a sinistra e al centro, iniziare a contarsi. Al di fuori della cerchia ristretta della presidente. 

Enrico Fresu   

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