L’ordinanza in questione stabilisce che comunque la diffusione musicale debba avvenire nel rigoroso rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente
Chiuse le indagini, all’imprenditore contestato l’omicidio volontario con l’aggravante dei motivi abietti. I difensori, che puntano sulla legittima difesa, esprimono «sconcerto» per la tesi dell’accusa