L’ordinanza in questione stabilisce che comunque la diffusione musicale debba avvenire nel rigoroso rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente
Chiuse le indagini, all’imprenditore contestato l’omicidio volontario con l’aggravante dei motivi abietti. I difensori, che puntano sulla legittima difesa, esprimono «sconcerto» per la tesi dell’accusa
Contestata l’aggravante dei motivi abietti: l’imprenditore rischia l’ergastolo, la difesa punta a dimostrare che ha reagito alla vittima, che lo avrebbe accoltellato alla bocca
Così la procuratrice regionale della Corte dei Conti Valeria Motzo, critiche anche agli «stravolgimenti di tipo organizzativo che hanno inciso sui vertici aziendali»