Dopo la notifica dell’avviso di conclusione indagini per l’omicidio di Cinzia Pinna prendono posizione le difese dí Emanuele Ragnedda, reo confesso del delitto. I penalisti Luca Montella e Gabriele Satta hanno firmato una nota. Queste le dichiarazioni dei due avvocati dell’imprenditore di Arzachena: «Accogliamo positivamente la conclusione delle indagini perché questo significa avvicinarsi al processo reale, dopo mesi di processo mediatico».

Scrivono ancora i legali, che puntano sulla legittima difesa: «A commento dell’incolpazione provvisoria, possiamo manifestare lo sconcerto per la trasformazione finanche di un’allegazione di legittima difesa nell’aggravante del motivo futile, laddove l’intero complesso dell’accusa non riesce ad individuare una sola valida ragione per spegnere la vita della giovane donna alternativa alla necessità, per il Ragnedda, di difendersi da un’aggressione armata».

«Dopo otto mesi di silenzio, motivati dal rispetto delle persone offese e del lavoro degli inquirenti, è venuto il momento di affermare a chiare lettere che Emanuele Ragnedda non è il mostro che viene dipinto dalle indagini – si legge ancora nella nota - e confidiamo che lo sviluppo processuale della vicenda, sulla base degli ottimi elementi di cui la difesa dispone, saprà dimostrarlo».

Le contestazioni mosse dalla pm Noemi Mancini, se dovessero essere confermate in sede di udienza preliminare, porteranno il caso davanti ai giudici della Corte d’Assise senza alcuna possibilità di riti alternativi per Ragnedda. La difesa ritiene che ci sia un’unica spiegazione al delitto, ossia la reazione ad una aggressione da parte della vittima.

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