Gli utesi continuano a lottare contro l’arrivo di 92 detenuti in regime di 41bis nel carcere “Ettore Scalas”. Stasera il Consiglio comunale approverà una mozione presentata dal sindaco Giacomo Porcu con l’amministrazione comunale in cui si ribadisce la totale contrarietà a questa «scelta calata dall'alto».

La mozione fa seguito a quella già deliberata lo scorso luglio, nella quale si evidenziava la totale assenza di preventivo coinvolgimento delle istituzioni regionali: dal Comune alla Città metropolitana e fino alla Presidente della Regione, nessuno è stato coinvolto nell'iter della scelta. La situazione venutasi a creare a seguito della recente conferenza tra  il Governo e la Regione ha confermato la chiusura al dialogo e una levata di scudi da parte della politica Regionale. Una posizione, dicono i consiglieri, «ritenuta inaccettabile e che ha indotto il sindaco a presentare una nuova mozione».

«Siamo sconcertati dalla totale assenza di confronto con le istituzioni locali da parte del Governo, nonostante la presidente Alessandra Todde e in tanti sindaci avessimo chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro della Giustizia Nordio di essere ascoltati con urgenza», dice il sindaco Giacomo Porcu.

«La nostra preoccupazione è condivisa oltre che dai gruppi politici in Consiglio Regionale, anche dalla Magistratura e da chiunque operi per competenza con la struttura carceraria, in quanto le ricadute su sanità, sicurezza dei sardi è messa fortemente a rischio». Il sindaco continua: «Ha peggiorato la situazione delle sette carceri che ospiteranno esclusivamente detenuti 41bis, tre sono in Sardegna: Sassari, Uta e Nuoro». Giacomo Porcu annuncia che «proporrò, inoltre, il massimo sostegno alla manifestazione regionale che si terrà il 28 febbraio a Cagliari. Non possiamo accettare altro silenzio».

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