“Devo andare nello spazio”, al Salone del libro l’ultima creazione di Riccardo Atzeni

18 maggio 2026 alle 18:58aggiornato il 18 maggio 2026 alle 19:00

Doveva andare nello spazio; per ora è arrivato al Salone del libro di Torino. Sosta temporanea, per Riccardo Atzeni (in arte rikats) cagliaritano di Pirri, illustratore, fumettista e animatore autodidatta dal talento straordinario. Nella sua ultima creazione, che s'intitola "Devo andare nello spazio" e segna il suo esordio come autore unico, racconta - e disegna ad acquerello - una storia di trentenni che non sanno affrontare la realtà, di legami familiari difficili, del rapporto con la tecnologia e di precariato. Il tutto in una Cagliari surreale.

L'artista debutta da autore completo con un romanzo grafico dotato di una qualità rara e mirabile: pur avendo una premessa superficialmente surreale e onirica, la storia è un racconto assolutamente di realtà, in cui l’elemento simbolico non disturba l’empatia che chi legge proverà sicuramente nei confronti del protagonista.
Mocci è un trentenne che fa un lavoro strano: ogni giorno prende la sua utilitaria e va nello spazio a recuperare le cose che la gente perde e vuole recuperare. Non ha un gran rapporto con sua sorella, scrittrice in rapida ascesa, e ancor meno con suo padre, che è malato, forse più gravemente di quel che si crede, e che Mocci non va mai a trovare, inventando sempre nuove scuse, il cui riassunto è che “deve andare nello spazio”.

Il che è vero, ma non è un buon motivo per evitare una sana resa dei conti con un genitore che ha deluso il figlio, ma che non merita di essere ignorato così. Tenero, scanzonato, con un orecchio mirabile per i dialoghi e un’ironia deliziosa e mai inopportuna, questo fumetto è un balsamo per cuori scheggiati, e un silenzioso gesto di perdono verso i loro padri assenti.

L'intervista all'autore, a cura di Sara Marci, su L'Unione Sarda domani in edicola.