Il libro affronta in modo diretto e documentato i meccanismi della manipolazione dell’informazione, della propaganda e della costruzione della narrazione bellica, mostrando come le guerre – a partire dal conflitto in Ucraina – vengano presentate come inevitabili e persino necessarie. L'associazione Sardegna Multipopolare propone una doppia presentazione: a Cagliari venerdì  alle ore 20, nella sede dei Cobas Scuola Sardegna, in via Donizetti 52; a  Sassari sabato alle ore 17, presso la sede di Sa Domo de Totus, in via Frigaglia 14/b.

La presentazione diventa così un’occasione di confronto pubblico per smontare la retorica della guerra, rimettere al centro il pensiero critico e interrogarsi su come la comunicazione bellica entri nelle vite quotidiane, orientando consenso e senso comune.

La scelta, sottolinea Maria Teresa Satta, portavoce dell’associazione in Sardegna, non è affatto casuale: «La nostra terra è oggi una vera e propria succursale della guerra. Rendere visibili i meccanismi attraverso cui viene manipolata l’opinione pubblica – non solo per far accettare l’idea stessa del conflitto, ma anche per normalizzare l’occupazione permanente di interi territori trasformati a uso bellico – diventa fondamentale. In Sardegna questo processo assume un valore ancora più profondo, perché significa sottrarre porzioni di territorio alla loro vocazione naturale e collettiva, alienandole in modo strutturale».

Queste iniziative non si configurano come semplici presentazioni editoriali, ma come momenti collettivi di discussione e costruzione politica. La nascita di Multipopolare Sardegna intende infatti aprire un percorso stabile di confronto su guerra, pace, giustizia sociale e democrazia sostanziale, mettendo in discussione le “verità confezionate” e l’idea che i diritti dei sardi siano sacrificabili sull’altare della guerra, del riarmo e dell’occupazione di interi territori a fini bellici.

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