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La Federazione degli emigrati: "Rivedere i bandi sulle tratte marittime per la Sardegna"

Tra le soluzioni proposte, quella di una tariffa a sistema misto simile a quella aerea
serafina mascia presidente della federazione delle associazioni sarde in italia (archivio l unione sarda)
Serafina Mascia, presidente della Federazione delle associazioni sarde in Italia (Archivio L'Unione Sarda)

Si dicono molto preoccupati i rappresentanti dell'emigrazione sarda riuniti sotto la Fasi, la federazione delle associazioni sarde in Italia, in merito ai nuovi bandi per la continuità marittima e, soprattutto, per il fatto che sia stata esclusa la linea Genova-Olbia, quella che serve il bacino d’utenza Liguria-Piemonte-Lombardia. Soddisfazione, invece, è stata espressa per il rinnovo del regime di "tariffa unica" aerea che fornisce garanzie ai residenti e va incontro agli emigrati, inoltre ha la funzione di calmierare i costi anche per i non sardi (almeno nei nove mesi non estivi).

"Ribadiamo - scrive in una nota Serafina Mascia, presidente della Federazione - che lo svantaggio dell’insularità nei trasporti e nella mobilità delle persone è un problema dei sardi, ma anche degli altri cittadini europei. Il superamento di questo svantaggio, rispetto alla gravità dello stato dell’economia sarda e alle sue diseguaglianze strutturali, nei confronti dell’Italia e dell’Europa, è previsto da un altro principio europeo, quello della coesione sociale". In pratica, sostengono le associazioni, "nella stessa direzione della continuità aerea sarebbe necessario procedere per quella marittima. Non sembra che finora ci si sia mossi in questo senso".

"Si sta facendo nella continuità marittima - sottolinea Mascia - un modello che rischia di peggiorare la situazione esistente, penalizzando i sardi, gli emigrati e gli utenti, come anche il trasporto merci. In particolare togliendo l’intervento statale da alcune rotte che non possono reggere esclusivamente con il libero mercato, sia per le merci, fuori dalla stagione estiva, per esempio sulla Genova-Olbia. Ma anche si rischia di riprodurre ciò che era avvenuto nella continuità aerea, con un modello che, calmierando solo le tariffe per i sardi e lasciando correre a compensazione le tariffe estive, creava un dislivello tariffario, con costi elevatissimi che in ultima analisi si vanno a scaricare sul sistema turistico sardo, creandogli un ulteriore svantaggio rispetto alla concorrenza nazionale e internazionale".

La Regione sarda, si legge nella nota, "non ha voce in capitolo e sembra assente o esclusa dalla determina dei nuovi bandi marittimi". Ma, ricorda la Fasi, "recenti studi sul valore del traffico marittimo, condotti dalla facoltà di ingegneria di Cagliari, hanno prospettato possibili diverse soluzioni per la nuova continuità marittima. Questi studi sono stati anche presentati nel convegno della Fasi del 15 febbraio 2020 a Saronno. Erano presenti autorità della Regione sarda e del ministero dei Trasporti, insieme a operatori economici e rappresentanti delle linee di navigazione. Da quegli studi può scaturire una soluzione diversa da quella in atto, più in sintonia con le necessità della Sardegna e più favorevole rispetto alla necessità di calmierare i trasporti estivi pur dentro parametri di redditività e di equilibrio rispetto al libero mercato".

Una soluzione è necessaria, e potrebbe essere quella "a sistema misto", valida erga omnes e simile a quella della tariffa unica per il traffico aereo.

(Unioneonline/s.s.)

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