CRONACA SARDEGNA - GALLURA

il referto

Troppo caldo nella stiva della nave: "Ho segnalato il rischio per i cavalli"

La notizia della morte dei cavalli da corsa sta avendo un rilievo nazionale. La testimonianza dell'allevatrice Lucie Bardin
un cavallo al pascolo (archivio l unione sarda)
Un cavallo al pascolo (archivio L'Unione Sarda)

L'atto più importante dell'inchiesta è la certificazione del veterinario dell'ippodromo di Chilivani, Antonio Satta, che in un documento intestato Assl di Sassari (Servizio Sanità Animale) attesta il decesso dei quattro cavalli della scuderia Clodia. Il referto veterinario, stando a indiscrezioni, è entrato nel fascicolo per l'ipotesi di maltrattamento di animali aperto dal capo dei pm galluresi, Gregorio Capasso. La polizia giudiziaria, da ieri mattina, lavora sulla storia dei tre anglo arabi e del purosangue arabo che avrebbero dovuto partecipare alla riunione di corse internazionali di Chilivani e che invece sono morti, secondo il referto veterinario, dentro il garage del traghetto Moby Aki. E ci sono subito interessanti dichiarazioni sul caso, si tratta della testimonianza dell'allevatrice di cavalli Lucie Bardin, francese ma da tempo in Sardegna proprio per il suo lavoro. Dice Bardin: «Sono io la persona che è scesa nel garage del Moby Aki, durante la traversata tra domenica e lunedì. Non faccio parte della scuderia Clodia, avevo i miei animali e ho insistito per controllarli, sino a quando mi hanno accompagnata. Mi sono resa conto che erano a rischio per il caldo eccessivo. Ho segnalato la cosa e devo dire che sono stata male io stessa».

L'indagine

Il fascicolo penale è un modello 45 (atti relativi), non ci sono ancora indagati. La Procura di Tempio intende verificare se il decesso degli animali è stato causato da condotte penalmente rilevanti. Ieri, l'allenatore dei cavalli, Massimiano Narduzzi, ha lasciato la Sardegna. Sempre stando a indiscrezioni, uno studio legale ha il mandato della scuderia di Anguillara Sabazia per la presentazione di una denuncia. Non è escluso che l'esposto possa essere stato già depositato in Procura, a Roma. Un'altra attività che potrebbe essere disposta nelle prossime ore dalla Procura di Tempio è una ispezione delle carcasse dei quattro cavalli. Narduzzi, dopo l'arrivo a Chilivani, lunedì mattina, ha affidato ad una società specializzata le operazioni previste dalla legge, compresa la conservazione in una cella frigorifera in attesa degli accertamenti legali.

«Vivo in un incubo»

Gli investigatori dovranno verificare se i cavalli sono morti per il caldo eccessivo all'interno del garage del Moby Aki e se le modalità di posizionamento dell'autoscuderia della Clodia, un van da 12 posti, siano state adeguate per il benessere degli animali. Va subito precisato che Moby e il comandante del traghetto Moby Aki hanno annunciato che si tuteleranno in tutte le sedi nei confronti di chi li accusi di avere provocato il decesso dei cavalli. Questo perché, stando ai documenti di bordo e ai rapporti della Guardia Costiera di Olbia, i cavalli della scuderia Clodia sono usciti tutti vivi dal Moby Aki. La notizia della morte dei cavalli da corsa sta avendo un rilievo nazionale. Massimiliano Narduzzi, da sempre legato alla Sardegna, è un nome molto noto anche a Siena e nel mondo dei palii storici italiani. Ieri Narduzzi, lasciando l'Isola, ha detto con la voce rotta dalla commozione: «Quello che ho visto è un incubo e sto sperando di svegliarmi. Il mio grande rammarico, la cosa che mi tormenta, è di non essermi imposto, di non avere fatto di più, di non avere capito quello che stava succedendo».

Andrea Busia

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