Declassamento della protezione del lupo, c’è l’ok del Senato. Enpa: «Grave retromarcia»
Per l’Ente si tratta di «un’ingiustizia, un voto ideologizzato che non tiene conto di gran parte del mondo scientifico»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
È stata declassata da “rigorosamente protetto” a “protetto” la tutela del lupo, dopo il via libera del Senato nell’ambito della legge di Delegazione europea. L’Ente Nazionale Protezione Animali parla di «ingiustizia», definendo la misura priva di giustificazioni reali e finalizzata a compiacere solo quegli allevatori che non adottano sistematicamente metodi di prevenzione delle predazioni, senza però trarne alcun reale beneficio.
Secondo l'Enpa, «è grave constatare che sia stato un voto ideologizzato, che non tiene conto delle posizioni di gran parte del mondo scientifico, preoccupato per lo status del lupo in Italia: una popolazione ancora vulnerabile. Non ha contato il peso dell'ibridazione, che riguarda quasi la metà dei lupi nel nostro Paese; non ha contato il bracconaggio, che ne colpisce oltre il 10% ogni anno». Questa decisione «rappresenta un'ulteriore retromarcia nella politica di conservazione del patrimonio di fauna selvatica», dichiara Annamaria Procacci, responsabile fauna selvatica dell'Enpa.
«Si colpisce la specie più preziosa, quella che esercita un ruolo fondamentale di bioregolatore degli equilibri ambientali, il primo predatore degli ungulati. Tutto questo sembra non contare. Si sta tornando indietro a grandi passi, cercando di cancellare parti importanti di quella legge, la 157, nata 34 anni fa e che segnò una svolta nella politica di tutela della fauna selvatica, indicando all'articolo 2 proprio il lupo come specie particolarmente protetta».
(Unioneonline/v.f.)
