«Appena posso, vado a Manacor, Isole Baleari, ad allenarmi con Rafa Nadal». Carlo Deplano non è una promessa del tennis sardo o italiano, è un avvocato cagliaritano di 58 anni con un passato da cestista («da ragazzo e sino all’età di 40 anni giocavo nella San Paolo») così appassionato che parte delle sue vacanze le trascorre da diversi anni nell’Accademia del campione spagnolo, ex numero uno al mondo, vincitore di 22 prove del Grande Slam, per migliorare il suo tennis. Sport per antonomasia senza età e nel quale tutti, dalle giovani promesse sino ai veterani, possono divertirsi, partecipare ai tornei e nel loro piccolo vivere le stesse emozioni dei campioni del Grande Slam, in base al loro livello, dai tennisti della domenica sino ai professionisti.

Carlo Deplano, avvocato cagliaritano di 58 anni, grande appassionato di tennis (foto Paolo Carta)
Carlo Deplano, avvocato cagliaritano di 58 anni, grande appassionato di tennis (foto Paolo Carta)
Carlo Deplano, avvocato cagliaritano di 58 anni, grande appassionato di tennis (foto Paolo Carta)

«Lo sport - spiega Deplano - ha sempre avuto una parte importante nella mia vita. Da ragazzo mi sono dedicato al basket e giocavo a tennis soltanto durante le vacanze estive: ricordo i primi colpi con mio padre, mi prestava una sua Maxima in legno, era pesantissima, la impugnavo dal cuore della racchetta, dal manico per me era impossibile».

A 40 anni la svolta. «Il basket stava diventando troppo fisico per me, avevo paura delle botte, non tanto in partita, in quel caso c’era l’arbitro, piuttosto in allenamento. Così ho abbandonato la pallacanestro e mi sono dedicato al tennis. Ho giocato in diversi circoli di Cagliari, alle Saline con il maestro Pino Melis, al Tennis club Cagliari ho avuto l’onore di allenarmi con il compianto Lillo Palmieri e con Stefano Mocci, poi mi sono trasferito a Capoterra e adesso gioco a Poggio dei Pini con il maestro Marek».

Non solo lezioni e allenamenti, anche match di torneo e campionati a squadre: «Domenica ho battuto un ragazzino molto più avanti di me in classifica, un 4\1. Alla fine della partita non riuscivo neanche a piegare le gambe dalla stanchezza, però che soddisfazione».

Carlo Deplano tra Rafa e Toni Nadal (foto concessa da Carlo Deplano)
Carlo Deplano tra Rafa e Toni Nadal (foto concessa da Carlo Deplano)
Carlo Deplano tra Rafa e Toni Nadal (foto concessa da Carlo Deplano)

Merito degli allenamenti con Rafa Nadal? «Sicuramente le tennis clinic a Manacor mi hanno aiutato tantissimo negli anni. Diciamola tutta, io sono un tifoso sfegatato di Rafa e quando, dieci anni fa, si trattò di scegliere un posto per le vacanze insieme ai miei familiari, ho proposto loro Palma di Maiorca senza rivelare il vero motivo di quella meta: una capatina a Manacor, dove è nato e abita Nadal. Al terzo giorno di vacanza presi un’auto a noleggio e arrivai in questo paesino che potrebbe essere tipo Assemini: chiesi del circolo di Nadal e mi indicarono una landa desolata dove si intravedevano un capannone e due campi in terra battuta, niente di più. Nel parcheggio vidi un’Aston Martin decapottabile e pensai: eccolo. Varcai il cancello d’ingresso e trovai Rafa che si allenava con lo zio Toni: che spettacolo. Gli chiesi una classica foto ricordo, gli feci i complimenti non solo per la sua carriera ma anche per il suo stile, per il suo coraggio, per il suo modo di stare in campo. Federer è stato un esempio di stile e classe per tutti, ma non trasmetteva lo stesso pathos di Rafa nei suoi match. Djokovic? Un robot, non se abbiano a male i suoi tifosi. Come è molto costruito Alcaraz, Sinner? Per me è il vero erede di Nadal, che resta inimitabile».

La Rafa Nadal tennis Academy a Manacor, Spagna (foto profilo Facebook)
La Rafa Nadal tennis Academy a Manacor, Spagna (foto profilo Facebook)
La Rafa Nadal tennis Academy a Manacor, Spagna (foto profilo Facebook)

Carlo Deplano qualche anno dopo quel primo viaggio alle Baleari ha poi scoperto che Nadal nel frattempo aveva ampliato quel piccolo circolo di periferia: «Ho visto la pubblicità della sua Accademia e mi sono detto, perché no? Palma di Maiorca è a un’ora di volo da Cagliari e così ho prenotato. Ho trovato un piccolo paradiso per chi ama il tennis: 43 campi, ci cui 19 in cemento, gli altri in terra, 11 sono coperti, (anche sei da padel), alberghi, piscine, spa, centro medico, una scuola». E oggi a Manacor, nel centro di Rafa, arrivano professionisti da tutto il mondo e giovani che al prezzo di 60mila euro l’anno si preparano per diventare professionisti, studiano e si allenano. «Ci sono anche tanti adulti come me - prosegue l’avvocato Deplano – che scelgono di trascorrere le vacanze tra lezioni individuali o collettive di tennis, spa e relax totale».

Una ricetta che sarebbe perfetta anche per la Sardegna. Ci ha provato il Forte Village qualche anno fa proponendo lezioni di tennis su un campo in erba con un ex campione di Wimbledon, Pat Cash. «Ma si dovrebbe investire con più convinzione in questo settore per allungare la stagione turistica», ne è convinto Carlo Deplano, che negli anni ha incontrato diverse volte Nadal a Manacor e non nasconde il suo sogno. Palleggiare qualche minuto con lui, per vedere l’effetto che fa. «In genere Rafa dà a tutti gli ospiti dell’Accademia il buongiorno alle 9 del mattino, quando comincia ad allenarsi sul campo centrale della sua Accademia: tira botte da orbi, sembra che voglia spaccare le palline. Curiosamente in allenamento tira molto più forte e soprattutto non ha quei tik che lo caratterizzano durante i tornei nel circuito internazionale, quando si asciuga il sudore con i polsini extra large, si sistema le mutande a ogni punto. Mi è capitato di incontrarlo negli spogliatoi dei campi da tennis, nel ristorante insieme ai suoi familiari: sempre disponibilissimo, un campione. quando gli ho detto che arrivano da Cagliari, ha ricordato il torneo che giocò a Monte Urpinu da sedicenne, quando perse in finale 7.6 contro Filippo Volandri (un anno dopo vinse il suo primo Roland Garros). E le vacanze in Sardegna con i suoi amici prima del matrimonio».

Spain's Rafa Nadal returns the ball to Argentina's Diego Schwartzman during their ATP Madrid Open round of 16 tennis match at the Caja Magica in Madrid on May 10, 2018. / AFP PHOTO / OSCAR DEL POZO
Spain's Rafa Nadal returns the ball to Argentina's Diego Schwartzman during their ATP Madrid Open round of 16 tennis match at the Caja Magica in Madrid on May 10, 2018. / AFP PHOTO / OSCAR DEL POZO
Rafa Nadal (PHOTO / OSCAR DEL POZO)

E gli allenamenti? «Molto intensi, sia in palestra, sia sul campo da tennis. Si fa molta tecnica, molti esercizi, anche per i veterani come me sul modello di quelli che eseguono anche le giovani promesse del tennis internazionale. Una bellissima esperienza: io non sono un campione, tutt’altro, la mia classifica migliore è stata 4\2, ma sicuramente si migliora tantissimo dopo certi allenamenti».

I costi? Seicento euro a persona, lezioni di tennis e pensione completa con libero accesso a Spa e piscina per quattro giorni. «Con me sono partiti diversi amici tennisti cagliaritani e li incontriamo appassionati da tutto il mondo. Ed è un mercato in crescita soprattutto in Italia che sta vivendo di nuovo gli anni del boom grazie soprattutto a Yannik Sinner».

epa11225117 Yannik Sinner of Italy acknowledges the crowd while walking off the court after his loss to Carlos Alcaraz of Spain during their men's semi-final match at the BNP Paribas Open in Indian Wells, California, USA, 16 March 2024. EPA/DANIEL MURPHY
epa11225117 Yannik Sinner of Italy acknowledges the crowd while walking off the court after his loss to Carlos Alcaraz of Spain during their men's semi-final match at the BNP Paribas Open in Indian Wells, California, USA, 16 March 2024. EPA/DANIEL MURPHY
Yannik Sinner (EPA/DANIEL MURPHY)

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