Roma-Cagliari 4-2 fa tirare un sospiro di sollievo a Gian Piero Gasperini, che all’81’ sembrava aver visto sfumare la vittoria. «Il merito di aver vinto è ancora più grande, perché qualche giocatore aveva le gambe piantate», ammette il tecnico di Grugliasco. «Ci sono poi gli avversari che entrano, come Maldini, o che nel primo tempo ci mettono in difficoltà in altre situazioni. Poi però anche noi abbiamo delle soluzioni, ed è il motivo per cui abbiamo fatto delle rotazioni: non potevano giocare Balerdi e Hermoso, che avevano degli acciacchi. Ci sono delle difficoltà e stasera le abbiamo pagate, ma aver vinto conta ancora di più e guardo quello».

In ogni caso, per Gasperini, la reazione da parte di chi ha giocato meno è stata notevole. «Sono molto contento per questi ragazzi, perché nessuno in questo momento si sente appagato», aggiunge l’allenatore della Roma. «In rosa sono tutti partecipi e determinanti, anche Gollini. Stasera non c’era Dybala: ero molto fiducioso, avevo visto bene l’allenamento di lunedì ma a recuperare dagli infortuni lui ci mette sempre un po’ più di tempo. Non è ancora guarito e ci porta a viaggiare a vista: a Udine non credo, col Sassuolo mettiamo ipotetico lui e Koné».

Dopo nove giornate, la Roma ha gli stessi punti di un anno fa ma con ben tredici gol in più. «Sono significativi: posso dire che Malen è straordinario e fondamentale, ma stiamo segnando un po’ con tutti», segnala Gasperini. «Devo dire che, in tutta la Serie A, quest’anno le partite sono molto più aperte ed è frutto di queste regole che sono cambiate: hanno favorito il gioco del calcio, non si vede più una simulazione o qualcuno che rimane a terra. I finali di partita si giocano al completo, prima c’era un oscurantismo e si pensava a fare i furbi con simulazioni continue. Speriamo che non si torni indietro».

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