La difficoltà di accedere al medico di famiglia finisce al centro di una raccolta firme. A Guasila alcuni residenti hanno deciso di mobilitarsi per chiedere modalità di accesso alle prestazioni sanitarie più semplici e adeguate alle esigenze della popolazione.

Nel mirino ci sono soprattutto gli orari di ricevimento, giudicati insufficienti da diversi cittadini, e il sistema di prenotazione delle visite attraverso l'applicazione “Mio Dottore” o la posta elettronica. Una procedura ormai diffusissima che punta a semplificare la gestione degli appuntamenti, ma che spesso rischia di trasformarsi in un ostacolo.

Le difficoltà maggiori riguardano le persone anziane, non sempre in grado di utilizzare con facilità applicazioni e servizi online, che si trovano così a dover affrontare ulteriori passaggi per ottenere una visita dal proprio medico.

A promuovere l'iniziativa è Barbara Simona Bosa, referente della raccolta firme, che ha già avviato un'interlocuzione con la direzione della Asl per individuare le modalità corrette attraverso cui presentare le richieste. «Un paese con tanti cittadini ultrasettantenni merita attenzione e risposte adeguate: le cure sono un diritto, oltre qualunque tecnologia», sottolinea Bosa, invitando chi condivide le preoccupazioni a segnalare le proprie esperienze. La richiesta non è quella di rinunciare agli strumenti digitali, ma di affiancarli a modalità tradizionali, così da non escludere chi non ha dimestichezza con smartphone e computer.

La questione si inserisce in un quadro più ampio, che interessa diversi centri della Trexenta. A Guasila la presenza del medico di famiglia rappresenta comunque un servizio importante, anche alla luce dell'impegno dell'amministrazione comunale per garantirlo. In altri paesi, l'assenza del medico di base lascia i residenti alle prese con ulteriori problemi per l'assistenza quotidiana. La Trexenta conta poco più di 20.600 abitanti e continua a fare i conti con il calo e l'invecchiamento della popolazione. Una doppia morsa che aumenta la domanda di assistenza proprio mentre lo spopolamento riduce la capacità delle comunità di sostenere i servizi.

Non mancano le difficoltà legate alla gestione dei servizi del Poliambulatorio della Trexenta, con sede a Senorbì. Nel tempo la struttura ha perso parte dell'offerta specialistica che in passato ne aveva fatto un punto di riferimento per il territorio, mentre le liste d'attesa continuano a rappresentare un problema soprattutto per chi non ha i soldi per rivolgersi al privato. 

La raccolta firme di Guasila porta così all'attenzione un problema che va oltre le modalità di prenotazione: la necessità di garantire un accesso effettivo alle cure anche nei piccoli centri, dove l'invecchiamento della popolazione e la distanza dai servizi rendono ancora più importante la presenza di una sanità territoriale accessibile.

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