Quartu, al Nuraghe Diana tra arte e cultura: appuntamenti fino a domenica
Sabato alle 19 si comincia con l'escursione guidata con l'archeologa Patrizia ZunchedduPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo gli appuntamenti della settimana scorsa, prosegue al Nuraghe Diana di is Mortorius lungo il litorale quartese, il programma di iniziative dedicate all’archeologia, alla memoria e alla cultura della Sardegna. Fino a domenica sono in programma giornate di appuntamenti con escursioni guidate, presentazioni e conferenze che vedranno protagonisti archeologi, studiosi e autori, che offriranno al pubblico nuove occasioni per conoscere e approfondire la storia dell’Isola e i suoi legami con il Mediterraneo.
Domani alle 19 si comincia con l'escursione guidata con l'archeologa Patrizia Zuncheddu. Alle 20,15 seguirà la conferenza “Da Gaza a Gaza passando da Monte Prama. L’archeologo e i massacri”, a cura dell’archeologo Alfonso Massimiliano Stiglitz. Al centro dell’incontro uno scaraboide in steatite proveniente dalla tomba 25 della necropoli nuragica di Mont’e Prama, attraverso il quale sarà ripercorsa una storia che collega Sardegna e Mediterraneo, dalla probabile origine dell’oggetto nella Striscia di Gaza fino al suo arrivo nell’Isola e alla sua trasformazione in reperto archeologico. La conferenza propone inoltre una riflessione sul ruolo dell’archeologia e sulle responsabilità degli archeologi di fronte alla distruzione del patrimonio storico e culturale.
La giornata di domenica inizierà alle 19 con un’escursione sempre con Patrizia Zuncheddu. Alle 20,15 si terrà la conferenza “L’ipogeo di Scab’è Arriu di Siddi (CA): i rituali funerari e cultuali, il contesto archeologico e le offerte animali”, a cura dell’archeozoologa Ornella Fonzo e dell’archeologa Emerenziana Usai, già funzionario della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano.L’incontro sarà dedicato all’Ipogeo di Scab’è Arriu di Siddi, una grotticella artificiale scavata nella roccia appartenente alla tipologia delle Domus de Janas, che offre una preziosa testimonianza degli avvicendamenti culturali tra il Neolitico recente e l’età del Rame. I materiali riconducibili alle culture di Ozieri, Filigosa e Monte Claro, insieme ai resti ossei umani e animali rinvenuti nel sito, permetteranno di approfondire i rituali funerari e cultuali delle comunità della Sardegna preistorica.
