Siddùra si conferma tra le realtà più rilevanti della viticoltura sarda contemporanea dopo la selezionata per alcuni dei principali appuntamenti internazionali del recente Vinitaly, dedicati ai vini italiani. Al centro, il Maìa, Vermentino di Gallura DOCG Superiore, scelto per rappresentare l’eccellenza dell’isola in contesti di confronto con la critica e con il mercato globale. Il momento più significativo è stato il workshop “Sardegna” organizzato da Wine Spectator il 13 aprile nello spazio Wine2Digital del PalaExpo. L’incontro ha riunito un numero ristretto di cantine selezionate per una degustazione tecnica guidata da Alison Napjus, Senior Editor & Tasting Director della rivista e figura di riferimento nella valutazione dei vini a livello internazionale. Il formato, volutamente limitato e orientato al dialogo, ha previsto la presentazione diretta dei vini da parte dei produttori, seguita da un confronto analitico con la redazione. In questo contesto, Maìa, il Vermentino di Gallura DOCG Superiore di Siddùra, è stato tra i vini protagonisti del workshop, contribuendo alla lettura contemporanea del Vermentino come espressione identitaria e competitiva a livello internazionale. Alison Napjus ha spiegato l’obiettivo della masterclass organizzata durante il Vinitaly: quello di conoscere le più importanti realtà vinicole della Sardegna.

La selezione delle principali realtà enologiche dell’isola, invitate a partecipare all’evento, nasce quindi dal desiderio di approfondire e sviluppare un contatto diretto con la Sardegna del vino. “Siamo onorati di essere stati scelti con il Maìa, il nostro primo nato che incarna l'essenza stessa di Siddùra – ha spiegato Dino Dini, enologo della cantina sarda -. Il vero segreto di questo Vermentino è l’affinamento: fermenta e affina negli stessi recipienti, grandi botti di rovere da tremila a quattromila litri – spiega l’enologo -. Abbiamo scelto un rovere stagionato all'aria per ben 48 mesi, selezionato specificamente per esaltare la freschezza e la pienezza del vino, senza che il legno ne sovrasti mai il frutto primario”. Il valore di un contesto così autorevole è stato sottolineato dal direttore generale di Siddùra, Mattia Piludu: “Il confronto con Wine Spectator ci ha messo di fronte a uno dei riferimenti più autorevoli della critica internazionale. Un passaggio importante per affermare il lavoro fatto sul Vermentino di Gallura e contribuire a rafforzare il posizionamento della Sardegna nel panorama del vino di qualità”.

La centralità di Maìa si è rafforzata ulteriormente nella masterclass Decanter “Radicate in Italia: i vitigni autoctoni al vertice della classifica DWWA”, in programma il 12 aprile. Il vino è stato infatti incluso tra le etichette premiate con il riconoscimento Platinum (97 punti) ai Decanter World Wine Awards 2025, all’interno di una selezione che rappresenta l’eccellenza dei vitigni autoctoni italiani. La degustazione, guidata dalla Master of Wine, Michelle Cherutti-Kowal, regional chair ai Decanter World Wine Awards 2026, ha evidenziato il ruolo crescente del Vermentino nel panorama internazionale, accanto a denominazioni storiche e consolidate. A completare questo percorso, la partecipazione di Siddùra, sempre il 13 aprile, alla masterclass organizzata da Cronache di Gusto in collaborazione con il Consorzio di tutela del Vermentino di Gallura DOCG, che ha offerto una lettura territoriale e sistemica della denominazione. L’incontro ha messo in evidenza i dati di crescita della DOCG e il consolidamento del suo posizionamento qualitativo. Accanto ai risultati ottenuti nelle degustazioni internazionali, Siddùra ha ricevuto durante Vinitaly anche un riconoscimento legato al lavoro agronomico, firmato da Giovanni Bigot. L’indice che porta il suo nome valuta in modo oggettivo la qualità del vigneto, mettendo in relazione gestione agronomica e potenziale dell’uva. Il riconoscimento certifica la capacità di interpretare e gestire il vigneto come base del valore del vino.

Informazione promozionale a cura di Siddùra

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