Il nostro DNA è come lo spartito di una musica: le note sono già scritte e non possiamo cambiarle. Ma il modo in cui quella musica viene suonata può essere completamente diverso. Ed è qui che entra in gioco la nutrizione. I geni non sono interruttori sempre accesi: sono più simili a tasti di un pianoforte.

Alcuni vengono premuti, altri restano in silenzio. A decidere quali “suonano” davvero è, in gran parte, il nostro stile di vita e, soprattutto, ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno. L’alimentazione agisce come un direttore d’orchestra: può armonizzare il sistema oppure creare disordine. Cibi semplici e naturali favoriscono un’espressione più equilibrata, mentre eccessi e abitudini disordinate possono “stornare” il ritmo del corpo.

Questo significa che non siamo prigionieri del nostro DNA. Abbiamo tra le mani una leva potente: le scelte quotidiane. Ogni pasto è come un segnale che inviamo al nostro organismo. La nutrizione personalizzata, quindi, non è seguire una dieta perfetta, ma imparare a suonare al meglio la propria musica. Perché il copione è scritto, sì. Ma il modo in cui lo interpretiamo fa tutta la differenza.

Pietro Senette

Nutrizionista

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