Secondo alcuni pensatori oggi viviamo in un’epoca di passioni tristi, almeno in Occidente. Le nostre attitudini ci spingono alla comfort zone, al disincanto, al disinganno quando non al cinismo. Eppure, ci sono state epoche in cui la nostra Europa è stato un fermento di idee, di emozioni, di novità. Il primo esempio che viene da pensare è il Sessantotto con le euforiche attese e le speranze che l’hanno accompagnato. Tornando più indietro nel tempo fu, a cavallo tra Settecento e Ottocento, l’età romantica ad incendiare l’Europa. Ma cosa fu il Romanticismo? Da manuale scolastico possiamo rispondere che fu un movimento culturale nato in Germania - con movimenti come lo Sturm und Drang, un’espressione traducibile come “impeto tempestoso” e dunque “tempesta di sentimenti” - e in Inghilterra alla fine del Settecento. La cultura romantica si manifestò diversamente a seconda dei paesi e attraverso forme espressive differenti: dalla letteratura alla filosofia, dalle arti figurative alla musica, senza escludere il pensiero politico e le scienze. Il Romanticismo celebrò il primato dell’individuo e dell’interiorità, promosse il recupero della spiritualità, dei sentimenti e dell’immaginazione, esaltò il libero “sentire” dell’individuo, indagando gli aspetti più oscuri e irrazionali dell’animo umano.

Fu, in sintesi, una diversa attitudine alla vita rispetto al passato, anzi fu un insieme di attitudini nuove che in qualche modo formarono il sentire dei giovani e delle giovani del tempo in qualche modo segnando per sempre il modo di confrontarsi con alcuni stati d’animo ed alcune emozioni. Romantica è ancora oggi la nostra maniera di guardare alla natura, all’amore, alle pene umane, alla nostalgia e al passato.

La copertina del libro
La copertina del libro
La copertina del libro

Ce ne rendiamo conto fin dalle prima pagine del nuovo lavoro di Alberto Rollo intitolato non a caso Le attitudini (Neri Pozza, 2026, pp. 304, anche e-book), romanzo che è allo stesso tempo una storia di formazione sentimentale, umana, una vera e propria nascita alla vita, ma anche il racconto vibrante di una stagione culturale, il Romanticismo, che è uno stato dell’anima, un’anima che è in parte la nostra.

Secondo la tradizione di tanta letteratura romantica al centro del libro vi è uno scambio epistolare, fortunosamente sfuggito alle ingiurie del tempo.

Un armadio in un palazzo nobiliare salentino e una cassetta metallica a Dresda sono, infatti, gli scrigni che hanno sottratto un carteggio alle distruzioni della Storia, un tesoro giunto, per gli accidenti del caso, nelle mani di uno studioso del Settecento. Quelle carte raccontano al professore dell’orfana Marianna Di Dio, detta Nenna, e di Bruno Röder, studente all’Università di Jena. I loro passi si incrociano nell’irripetibile momento delle rivoluzioni, quando un vento di libertà travolse tutti i giovani d’Europa col suo carico di possibilità e idealismo. Capelli di carbone, occhi normanni, Nenna copre nella sua piccola vita uno spazio immenso per un’analfabeta nata nella disgrazia. La bellezza che nessun velo può nascondere la porta a Napoli, a servizio della marchesa di Scantara, e poi nelle grazie della moglie dell’ambasciatore inglese, la scandalosa Lady Hamilton. Nenna impara, assapora il fermento culturale che incendia il mondo, conosce l’amore, un amore fatto di timidi incontri e letture appassionate, e poi di distanza. Di ritorno dal Grand Tour, Bruno trova ad aspettarlo Schiller, Fichte, Schlegel, Novalis, tutte le scintille di una rivoluzione dello Spirito pronta a deflagrare. Ma la fanciulla è un’ossessione che non si placa. Per anni riempiono lettere ostinate, Bruno e Nenna; di lontano costruiscono un sentimento pieno di libri e paesaggi, certezze e smarrimenti, attraverso un’epoca e il suo tramonto. Provano a dimostrare che si può essere giovani per sempre…ma è davvero possibile?

La generazione di Bruno e Nenna si è spinta fino alle soglie del sogno di una eterna gioventù, di una eterna, misteriosa primavera. Non a caso, per citare le parole di Pietro Toldo, un grande critico del primo Novecento: «Il Romanticismo ancora seduce per l'entusiasmo giovanile, pei nobili impulsi, pel culto alla bellezza ed alla vita, per l'aspirazione, sempre insita nel cuore umano, in ogni età, all'alto, verso l'azzurro e l'infinito…».

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