Due forme artistiche apparentemente distantissime, ma in dialogo nella riflessione tra umanità, natura e paesaggio: alla Cittadella dei Musei del capoluogo verrà inaugurata venerdì alle 18 la mostra "Terra Madre. Geografia del sensibile", che resterà visitabile fino al 28 ottobre – da martedì a domenica nella fascia oraria 10-18 e con ingresso gratuito – nella Sala Mostre Temporanee, mettendo in relazione la ricerca tessile di Maria Grazia Medda e la fotografia naturale di Cédric Dasesson.

A cura di Marta Cincotti e Simone Mereu Canepa, l'esposizione viene promossa dall'associazione Auravisiva in collaborazione con l'Università di Cagliari e con il sostegno del Comune, come parte del percorso incentrato sul rapporto fra arte contemporanea, patrimonio culturale e paesaggio. "Terra Madre" andrà così a svilupparsi in un ambiente dove spazio, opere e percezione restituiranno insieme la terra come luogo di memoria, relazione e trasformazione, unendo ricerca artistica, approfondimento scientifico, progettazione espositiva e partecipazione pubblica, in un'esperienza basata su come gli esseri umani osservino, attraversino e abitino i luoghi fisici e dell'animo.

Una scelta che trova il suo fondamento nella particolare fase storica vissuta oggi, tra la centralità finalmente ottenuta dalle questioni ambientali nel dibattito culturale e scientifico e l'ostinato negazionismo ancora presente, con la mostra che intende riportare l'attenzione sull'esperienza e sulla percezione diretta degli ambienti, anziché usare un approccio meramente divulgativo e distaccato. Fiber art, fotografia e progettazione multisensoriale concorrono a rendere unica "Geografia del sensibile", invitando il pubblico a riconoscere il paesaggio come presenza viva, di cui l'essere umano altro non è che parte integrante. 

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