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Nuorese, novant'anni di storia nel calcio sardo

I campioni verdeazzurri sono stati così tanti che è difficile non dimenticarne qualcuno e il cuore dei tifosi batte ancora per loro
la formazione della nuorese 1986 87 con gianfranco zola (primo a destra in basso)
La formazione della Nuorese 1986-87, con Gianfranco Zola (primo a destra in basso)

La "Valanga verdeazzurra" è da sempre molto colorata e riempie le gradinate del Quadrivio di pittoreschi striscioni che descrivono l'anima barbaricina. Il più sobrio recita: "Sette giorni su sette sbronzi". A parte la "balentia" letteraria, in realtà i tifosi verdeazzurri sono stati negli anni ubriacati di dribbling, gol e parate dei tanti campioni che sono passati nello stadio della Nuorese, in poco meno di un secolo di storia. La società barbaricina festeggia infatti quest'anno i 90 anni di vita e avrebbe sicuramente voluto brindare con una promozione in serie D che però non è arrivata nell'ultimo torneo disputato, nonostante un buon campionato e gli ottimi propositi della nuova dirigenza. Maurizio Soddu e soci hanno preso la guida del club per ritornare ai fasti del passato. La Nuorese, in 90 anni, ha visto passare al Quadrivio fior di campioni che hanno poi calcato campi certamente più importanti, dalla Serie A fino alla Champions e al campionato di Soccer professionistico negli Stati Uniti, per citarne solo alcuni. E le loro gesta sono ancora scolpite nei cuori dei tifosi, così come le stagioni passate in serie D e C2.

La nascita I primi anni furono certamente avventurosi. Quando nacque la Nuorese, nel 1930, la città barbaricina era in piena espansione e di lì a poco sarebbe diventata capoluogo di Provincia, Il campo di gioco era dove oggi inizia la vecchia strada per Mamoiada, a Crapasabba. Nel 1928, qualche anno prima della nascita del club, fu il re in persona, Vittorio Emanuele III, a posare la prima pietra dello stadio comunale Quadrivio che ospitò, quattro anni più tardi, le partite del primo campionato regionale a cui la squadra venne iscritta. Insieme allo stadio arrivarono anche i primi gol, segnati da attaccanti che si chiamavano Piras, Guiso, Macis, Asquer e Cossu, mentre venne anche composto un inno suonato dalla banda cittadina.

Il dopoguerra La crescita della Nuorese nel calcio regionale, tuttavia, ha avuto una fase ascendente dagli anni Cinquanta, quando nel 1953-54 arrivò la prima vittoria nel campionato di Promozione regionale. È l'inizio di una storia di primati che arriva fino ai giorni nostri con protagonisti le cui storie si intrecciano. Per esempio quella di Zomeddu Mele, allenatore nuorese, che nel 1957-58 riportò la Nuorese al primo posto nel campionato sempre di Promozione regionale. Lo stesso allenatore che molti anni più tardi scoprì tra le fila della Corrasi di Oliena un ragazzo esile che si chiama Gianfranco Zola e che valorizzò, dopo l'esordio in C2, nel campionato di Interregionale nel 1986-87. Il futuro "Magic box" del Chelsea contribuì alla salvezza di una squadra che iniziò il campionato con i giovani della juniores e grazie agli insegnamenti di Zomeddu Mele e ai gol di Zola ottenne la salvezza con giocatori rimasti nel cuore dei tifosi come Biagio Sanna, Bebo Catte, Maurizio Puggioni, Ciano Basolu e Antonello Stocchi.

Qualche anno prima, negli anni Settanta, fu il presidente Fulvio Bonaccorsi, costruttore di origine pisana ma nuorese d'adozione, a prendere le redini del club e portarlo nel 1970-71, sotto la guida del tecnico Palleddu Degortes, alla vittoria della Promozione regionale che valse l'accesso alla serie D, dove la Nuorese rimase poi per nove splendidi anni consecutivi. Era l'epoca di nomi come Francesco Mingioni, Antonello Stellino, Franco Frogheri e poi Pietro Paolo Virdis. Il futuro centravanti di Juventus e Milan, originario di Sindia, prima di passare al Cagliari, fece sognare i tifosi verdeazzurri con i suoi gol. I compagni di squadra lo chiamavano "schedina": a inizio gara andava in panchina con il numero 13 e quando entrava in campo nel secondo tempo, segnava e regalava così il premio partita a tutti. Era come giocare al Totocalcio e fare 13 per i compagni. Con lui, in quegli anni, arrivò da Cagliari a Nuoro anche un altro giocatore: si chiamava Enrico Piras, portava la maglia numero dieci e i suoi lanci d'esterno destro erano un invito al gol che gli attaccanti non potevano rifiutare.

La prima volta in C2 Enrico "Chicco" Piras è stata una vera bandiera verdeazzurra, uno dei pilastri su cui si fondò la squadra del 1983-84 che sotto la direzione tecnica di Vanni Sanna ottenne la prima mitica promozione tra i professionisti. Con lui c'erano grandi campioni come Gattelli, il portiere Roberto Mazuzzi, il nuorese ex Torres Paolo Demarcus, i difensori Brundu e Serra, il bomber Ioris Gasbarra e il futuro allenatore Virgilio Perra. La vittoria del campionato fu festeggiata con una grande serata nella quale si esibì anche Pamela Prati al cinema Eliseo. Il campionato successivo, in C2, finì con una retrocessione per la classifica avulsa e con una crisi societaria che portò il presidente Armando Bellodi a lasciare il club. La seconda promozione tra i professionisti Gli anni Novanta, all'inizio, furono duri per il club che retrocesse fino alla Prima categoria. Fu il presidente Ignazio Sechi, zio dell'attuale numero uno della società (Maurizio Soddu), a prendere le redini della società per riportarla ai livelli che il club verdeazzurro meritava. Tornata in Promozione, fu Alberto Conti (ex tecnico delle giovanili ai tempi della C2 e dell'Interregionale) a guidare la squadra che vinse il campionato per tornare in Eccellenza grazie ai gol di Antonello Lai e Antonello Perra e a una formazione imperniata su giocatori nuoresi e della provincia.

Dopo quel salto di categoria inizia l'era Goveani, con il notaio piemontese, ex presidente del Torino, che chiama alla guida della Nuorese quel Virgilio Perra che negli anni Ottanta dirigeva il centrocampo verdeazzurro. Lo stadio "Quadrivio", intitolato poi a "Franco Frogheri", vive giornate trionfali con la promozione in C2 e la promozione in C1 sfiorata ai playoff. Sono gli anni in cui passano per Nuoro giocatori del calibro di Garau, Cutolo, Ruggeri, Emerson, Troianiello, Mancosu, Festa e Oliveira. Molti di loro hanno calcato i campi di A e B, altri lo faranno negli anni successivi, spiccando il volo proprio da Nuoro. La salvezza ottenuta nel secondo campionato di C2 viene poi trasformata in retrocessione dal giudice sportivo per un'irregolarità amministrativa pagata veramente troppo cara. La società non fallisce ma le viene revocato il titolo sportivo, poi passato dalla Fc Nuorese alla Usd Nuorese calcio 1930. Si deve ripartire dalla Promozione, per poi arrivare subito in Eccellenza grazie anche alla nuova dirigenza capitanata dal presidente Tino Cuccuru. Gli ultimi anni Poi sarà la volta di Paolo Frogheri, figlio del compianto Franco a cui è intitolato lo stadio, e quindi di Michele Artedino, che riporta il club in serie D con Bernardo Mereu in panchina, grande protagonista della vittoria del torneo di Eccellenza. Il 30 gennaio 2019 la Nuorese vince la sua prima Coppa Italia di Eccellenza, ma perde lo scontro Play-off con il Sorso per tornare in Serie D. Artedino lascia la presidenza a Maurizio Soddu, il resto è storia di oggi. Con tanti ricordi che portano i nomi di Sogus, Frogheri, Napoli, Motti, Virdis, Picconi, Mingioni, Piscedda, Leggeri, Zola, Puggioni, Canessa, Palmisano, Stocchi, Demarcus, Antonello, Mario e Virgilio Perra, Lulù Oliveira, Gianluca Festa, Matteo Mancosu e Cocco. I campioni verdeazzurri sono stati così tanti che è difficile non dimenticarne qualcuno e il cuore dei tifosi batte ancora per loro, che hanno scritto pagine importanti in novant'anni di storia.

Giuseppe Deiana

© Riproduzione riservata

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