SALUTE

Lo studio

Parkinson, nuove speranze grazie alla scoperta di un ricercatore sardo

Stefano Zucca, scienziato 37enne di Serramanna, studia in Giappone il funzionamento del cervello umano
stefano zucca (archivio l unione sarda)
Stefano Zucca (archivio L'Unione Sarda)

Si chiamano "interneuroni colinergici" e sono cellule che funzionano da interruttori per disattivare comportamenti abituali quando c'è bisogno di un cambiamento anche rapido e repentino. Una "partita" che si gioca tutta all'interno dei circuiti che rendono il cervello umano elastico consentendo, per usare le parole del ricercatore sardo che li ha mappati per la prima volta, "di cambiare un comportamento per adattarci all'ambiente".

La scoperta è dovuta a Stefano Zucca, scienziato 37enne originario di Serramanna, che ha condotto lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica eLife, durante la sua permanenza come ricercatore all'Okinawa Institute of Science and Technology, a Okinawa in Giappone.

Proprio alla base del malfunzionamento dei neuroni colinergici starebbe, ad esempio, la malattia di Parkinson.

E capire come questi neuroni controllano i nostri programmi motori è quindi fondamentale anche in tema di sviluppo di nuovi farmaci o terapie mirate.

Dire quali potranno essere gli sviluppi medico clinici della scoperta è tuttavia prematuro. "Non faccio ricerca clinica - racconta Stefano Zucca - ma come si può immaginare, il passaggio dal tipo di ricerca di base alla ricerca clinica richiede l'intervento e la collaborazione di diverse strutture, centri di ricerca altri fondi dedicati, e ovviamente richiede tempo".

La porta che può ridare una speranza di guarigione per i pazienti con Parkinson e schizofrenici è comunque aperta.

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