Ottenuti i primi follicoli piliferi funzionanti in provetta, capaci di generare e far crescere il fusto del pelo: sono stati prodotti da un team di ricerca giapponese grazie a una nuova «ricetta» che prevede l'utilizzo di tre tipi di cellule.

Il risultato, frutto di uno studio sui topi, è stato pubblicato sulla rivista Biochemical and Biophysical Research Communications, e in futuro potrà aprire la strada a nuove terapie rigenerative contro la calvizie e l'alopecia, oltre che alla produzione in laboratorio di follicoli per il trapianto.

I ricercatori, guidati dall'istituto Riken, hanno prodotto i follicoli partendo dalla ricetta classica, che prevede due ingredienti base: le cellule staminali epiteliali, che generano il capello, e le cellule della papilla dermica, che inviano segnali di crescita. Questi due ingredienti da soli, però, generano solitamente dei follicoli che non riescono a crescere e a connettersi con il tessuto sottostante in laboratorio: funzionano solo quando vengono trapiantati nella pelle di topi vivi.

Per superare questo ostacolo, i ricercatori hanno pensato di usare un terzo ingrediente chiave: le cellule mesenchimali, che formano un'impalcatura attorno al bulbo del follicolo come parte di un rivestimento chiamato guaina dermica. L'aggiunta di questo terzo tipo di cellula staminale nella fase più precoce della formazione del follicolo è stata sufficiente a indurre i follicoli a progredire attraverso i cicli di crescita e a connettersi con i tessuti in provetta.

«A differenza degli attuali trattamenti farmacologici come minoxidil o finasteride, che rallentano la progressione della caduta dei capelli, questo approccio è progettato per ricostruire unità follicolari pilifere funzionali attraverso un'architettura cellulare definita con precisione», osserva in una nota l'azienda giapponese OrganTech, che ha finanziato in parte la ricerca. 

(Unioneonline/v.l.)

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