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Premio "Maria Carta", riconoscimento alla Federazione dei circoli sardi in Svizzera

una foto del quinto congresso nazionale della federazione dei circoli sardi in svizzera
Una foto del Quinto congresso nazionale della Federazione dei circoli sardi in Svizzera

Sarà consegnato il 1° settembre a Siligo il premio "Maria Carta" che quest'anno è stato attribuito, tra gli altri, alla Federazione dei Circoli Sardi in Svizzera.

Grande la soddisfazione da parte degli emigrati, come spiega Domenico Scala, presidente onorario della Federazine presieduta da Antonio Mura: "Da decenni i Circoli sardi attivi in terra elvetica si sono messi in luce per la loro capacità di capire le esigenze e i problemi delle migliaia di corregionali costretti ad emigrare per trovar lavoro e poter sostenere le loro famiglie. Da decenni i Circoli sardi hanno operato indefessamente per risolvere i problemi grandi e minuti, operativi e amministrativi, pratici e umani di quanti abbandonavano l'Isola per poter offrire un futuro dignitoso ai propri figli. Da decenni i Circoli sardi hanno rappresentato per ampie schiere di nostri corregionali un faro di sardità fuori della Sardegna, hanno lavorato per rendere sempre vivo il senso delle radici e della identità in una terra che aveva tutt'altri influssi".

Un gruppo di partecipanti al V Congresso
Un gruppo di partecipanti al V Congresso

E, ancora, "hanno svolto Oltralpe il compito costante di ambasciatori della Sardegna, delle sue bellezze del suo mare, della sua storia e della sua preistoria, del suo costume e dei suoi prodotti, hanno incarnato con abnegazione e spirito di sacrificio gli irrinunciabili valori che formano una comunità autentica: il lavoro, la solidarietà, la laboriosità, la lealtà, l'accoglienza, il rispetto di leggi e norme del Paese ospitante" e "hanno regolarmente promosso con frequenza e intensità incontri e dibattiti, mostre e concerti, conferenze e progetti, tutti tesi a stimolare il dibattito culturale, a diffondere opere di artisti e registi, poeti e scrittori, cantanti e intellettuali perché il confronto-incontro con altre culture fosse il più ricco e fecondo possibile".

(Unioneonline/s.s.)

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