Al via la preparazione della Cos, Costa Orientale Sarda. Agli ordini del tecnico Francesco Loi e dell'intero staff,  al campo Circillai di Bari Sardo, si è svolta oggi la seconda  seduta di allenamento, con un giusto mix di conferme e novità.

Tra le novità spicca l'arrivo dell'uruguayano Favio O'Neill, classe 2003, figlio di Fabian, ex giocatore del Cagliari scomparso nel 2022 a soli 49 anni. "El Mago" era arrivato in rossoblù nel 1995, collezionando 120 presenze tra quattro stagioni in Serie A e una in B, prima di essere ceduto nel 2000, dall'allora presidente Massimo Cellino, alla Juventus. Ora il figlio sogna di indossare un giorno la stessa maglia e ha scelto la Cos per mettersi in mostra, considerandola l'ambiente giusto: una società che ha lanciato tantissimi ragazzi.

«La scelta nasce a prescindere dal cognome del giocatore», spiega Loi, «lo abbiamo visto e seguito per le sue caratteristiche: è un 2003 fisicamente molto strutturato, con qualità che si sposano con la nostra mentalità e il nostro modo di giocare a calcio. La volontà di entrambi era quella di provare a fare un percorso insieme, e il ragazzo rientra assolutamente in tutti i nostri parametri. Il cognome importante non è stato il motivo fondamentale della scelta, che è stata fatta sulla qualità del ragazzo». Favio ha mosso i primi passi al Fénix, per poi vestire le maglie di Wanderers e Nacional.

Il trasferimento della sede, dopo quattro stagioni a Tertenia, è l'altra grande novità. Il tecnico parla anche degli obiettivi: «Restano sempre quelli di fare un campionato sereno e di valorizzare i ragazzi. Ma quest'anno è particolare: oltre al rinnovamento della rosa, che abbiamo ringiovanito ancora rispetto all'importante lavoro dello scorso anno, c'è un cambio di sede che ci fa pensare a un nuovo inizio, una nuova avventura, e ci ridà stimoli anche sul piano ambientale. Cambiare sede porta sempre a conoscere una nuova tifoseria, gente nuova, un paese nuovo, e per noi è fondamentale. È molto importante lavorare in una struttura con molto più spazio a disposizione, perché la rosa è numerosa e gli spazi, sia a livello logistico sia di campo, sono basilari. Da questo punto di vista siamo contenti».

Come detto, si punta sui giovani: «È il segnale che questa squadra è costruita per fare emergere il lavoro del nostro settore giovanile e le qualità dei ragazzi sardi che hanno voglia di sposare il nostro progetto. In rosa arriviamo fino ai ragazzi del 2011: lavoriamo su di loro con tre anni di anticipo rispetto all'età dell'Under, come già fatto in questi anni con i 2008, ormai al quarto anno in prima squadra e solo adesso al primo da Under. Anticipare i tempi significa avvicinare prima i ragazzi al calcio agonistico vero. Nei campionati Juniores, dove giocano ragazzi di 21-22 anni, secondo me si perde tempo, ed è uno dei motivi per cui non abbiamo più giovani nelle prime squadre. Avrei abolito – conclude Loi - il campionato Juniores e messo un tetto massimo d'età agli Allievi, che poi sono il serbatoio da cui le prime squadre devono attingere».

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