Una risposta concreta alle difficoltà delle famiglie e un investimento sui bambini e ragazzi sardi. È quella che il Consiglio regionale ha voluto dare oggi con l'approvazione, all'unanimità, della proposta di legge 127/A, presentata dal gruppo del Partito democratico, prima firmataria la presidente della commissione Cultura Camilla Soru.

Un provvedimento che mira a rivoluzionare l'accesso ai centri estivi nell'Isola, «garantendo il diritto al gioco e alla socializzazione per migliaia di minori». Come sottolineato nella relazione della proponente, la legge nasce dalla necessità di supportare i nuclei familiari durante la sospensione delle attività didattiche, periodo in cui la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro diventa critica, specialmente in una regione caratterizzata da impieghi stagionali e orari flessibili. L'obiettivo primario è «abbattere le barriere economiche che spesso impediscono l'accesso a questi servizi, promuovendo un modello di sostegno inclusivo che contrasti le disuguaglianze sociali».

Il testo ruota intorno all'istituzione di un sistema di contributi per la copertura delle rette di frequenza, destinato a minori di età compresa tra i 3 e i 17 anni. Il criterio fondamentale per l'accesso e la modulazione del contributo è l'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare. Il limite massimo per poter beneficiare del sostegno è fissato a 50mila euro. Una tutela rafforzata è prevista per i nuclei più fragili, numerosi o con figli con disabilità.

A differenza di altre misure, i contributi saranno erogati prima dell'inizio delle attività, per «sollevare le famiglie dall'onere di anticipare ingenti somme, fattore che spesso scoraggia le iscrizioni».

Non solo, secondo la norma, i centri estivi, gestiti dai Comuni o da soggetti accreditati, dovranno «garantire elevati standard di sicurezza, igiene e la presenza di personale qualificato, assicurando programmi educativi e sportivi diversificati».

L'attuazione della legge potrà contare su una copertura finanziaria di 3 milioni di euro per l'anno 2026 e di 4 milioni di euro per l'anno 2027, che deriva da una riprogrammazione dei fondi regionali, cui si potrà aggiungere il fondo nazionale di 60 milioni di euro annui istituito dal Governo per il potenziamento dei servizi socio-educativi. La legge sarà operativa entro l’estate. 

«La chiusura estiva delle scuole rappresenta per molte famiglie un momento complesso, soprattutto per chi ha lavori stagionali o orari flessibili. Con questa proposta vogliamo offrire un aiuto concreto e ridurre le disuguaglianze», spiega Soru, che aggiunge: «I centri estivi non sono solo un servizio di custodia, ma luoghi di crescita, socializzazione e benessere psicofisico. Investire su questi spazi significa investire sul futuro della Sardegna». 

(Unioneonline/E.Fr.)

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