Ok alle basi Usa, difesa anti-aerea ai Paesi del Golfo e navi a Cipro: ecco la risoluzione della maggioranza
Il testo del centrodestra all’esame di Camera e Senato(Ansa)
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Sistemi di difesa aerea e antimissilistica per aiutare i nostri contingenti militari sul territorio e i Paesi del Golfo colpiti dalla rappresaglia iraniana; la difesa, tramite l’invio di navi come ha precisato Crosetto, degli Stati europei presi di mira da Teheran (Cipro); e, soprattutto, l’ok all’utilizzo delle basi americane sul territorio italiano, nel rispetto dei trattati bilaterali tra Roma e Washington, quindi per attività «addestrativa» e di «supporto tecnico-logistico».
La maggioranza chiede al Governo Meloni di assumersi questi tre impegni, secondo quanto si legge nella bozza di risoluzione al voto oggi alla Camera e al Senato. Nel testo non si fa riferimento all’azione di Usa e Israele ma all’escalation provocata dai «lanci missilistici da parte dell’Iran verso Paesi non coinvolti nell’attacco, che hanno determinato la necessità di rivalutare la sicurezza del personale militare schierato nell’area e dei cittadini italiani presenti, generando un aumento del rischio di allargamento regionale del conflitto».
«Confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico», si legge in uno dei punti contenuti nella bozza. Non è un via libera all’uso delle nostre basi per lanciare gli attacchi all’Iran, «al momento gli Usa non ce l’hanno chiesto», ha fatto sapere il Governo. E se lo dovessero chiedere, si sarà un ulteriore passaggio in Parlamento.
In un secondo punto della bozza si chiede all’esecutivo di «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane nei teatri operativi del Medio Oriente, con particolare riferimento al mandato di cui alla scheda 04/2025, prorogata, attraverso il dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell'area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell'area, a tutela degli interessi primari nazionali». Il tutto, «anche in relazione alla necessità di contrastare una crisi energetica per i cittadini e le imprese italiane». Personale militare italiano è impiegato in Kuwait, Emirati e Qatar.
Infine, si impegna il Governo «a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Unione Europea per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri UE nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana». Il riferimento è a Cipro, preso di mira dalla rappresaglia iraniana: l’Italia, ha spiegato il ministro Crosetto, invierà delle navi, così come faranno Francia, Spagna e Olanda «in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite».
L’OPPOSIZIONE
Pd, M5s e Avs hanno invece presentato una risoluzione per impegnare il Governo a «sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti» e a «non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi».
