L’oscura e ambivalente figura de s’Accabadora, incaricata di donare una morte pietosa al moribondo incurabile, le Panas, donne morte di parto e condannate ad espiare la loro colpa lavando per anche 7 anni i panni del bimbo defunto, le Surbiles, donne vampiro che succhiavano il sangue ai bambini ancora non battezzati, e non solo.

L’associazione di ricerca e ricostruzione storica e genealogica Circhiòla apre un focus sui riti, le tradizioni e le superstizioni legate al culto dei defunti in Sardegna.

«Sarà un viaggio nella memoria attraverso le antiche tradizioni dell’isola, un modo per riscoprire riti, gesti e consuetudini legate al lutto, testimonianza profonda della nostra della nostra identità culturale», annuncia la presidente di Circhiòla Grazia Villasanta in merito alla conferenza - dibattito “La Sardegna nel lutto, tra rito e mistero”, che si terrà domani alle 18 nei locali della dimora storica Casa Pirinu di corso Repubblica.

Una conferenza che verrà animata dalla fisarmonica di Josto Portas e che vedrà protagonista l’antropologa Grazia Villani. «Analizzeremo riti, credenze, superstizioni e figure misteriose legate al lutto - spiega l’antropologa - approfondendo soprattutto le usanze ed i riti che caratterizzavano il Sulcis Iglesiente. Lo faremo tramite documenti e attestazioni che arrivano fino al 1980 ma anche attraverso storie, credenze, leggende e superstizioni».

© Riproduzione riservata