Un’ora e mezza per fare quattro chilometri di strada, le auto incolonnate nel tappo della consortile di Macchiareddu che, in direzione Cagliari, confluisce sulla 130.

Al semaforo di Elmas la testa dell’incolonnamento di auto, camion, pullman, furgoni e ambulanze in arrivo dalla rotatoria di Uta (quindi dai paesi del Campidano), dalla sp 2 dal Sulcis Iglesiente e, appunto, dalla consortile di Macchiareddu sulla quale è confluito il traffico da Capoterra (qui la strada per Cagliari è chiusa), Pula e tutti i paesi di un’area tra le più popolose dell’Isola.

Il sindaco di Capoterra Beniamino Garau è su tutte le furie: «Siamo alla fase B dell’emergenza, è intollerabile che, per pochi tratti di strada da risistemare tra la 195 e la litoranea, migliaia di lavoratori, studenti, autotrasportatori, cittadini che si spostano a Cagliari e Monserrato per visite e cure, debbano subire quest’altro ciclone del traffico bloccato».

Stamani ha chiesto alla direzione scolastica provinciale e a tutti i sindaci della Città metropolitana di consentire la didattica a distanza agli studenti di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro, Pula e Domus de Maria

Inoltre ha telefonato all’assessora al lavoro Desirè Manca. «Le ho detto che è necessario sensibilizzare le aziende perché attivino lo smart working per gli impiegati che possono lavorare al computer. Ciò permetterebbe un decongestionamento del traffico, almeno per quanto possibile». Impossibile pensare che tutto ciò debba durare fino al 30 gennaio.

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