Il Nuraghe Piscu di Suelli sulle grandi vetrine del turismo
L'ultimo esempio arriva dalla TourismA di Firenze, la rassegna internazionale dedicata all'archeologia e al turismo culturalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prima le fotografie arrivate dai viaggiatori, poi la conferma che quelle immagini non erano episodi isolati. Il Nuraghe Piscu di Suelli è finito sui grandi pannelli, nelle brochure e nelle videoproiezioni utilizzate per promuovere la Sardegna nei principali luoghi di passaggio dei turisti e nelle manifestazioni dedicate al turismo culturale.
Negli aeroporti, nei porti e nelle fiere cittadini e visitatori, in questi mesi, hanno riconosciuto il monumento nuragico di Suelli nelle campagne di promozione dell'Isola. E in più di un caso hanno preso il telefono per fotografarlo e mandare lo scatto al Comune.
L'ultimo esempio arriva dalla TourismA di Firenze, la rassegna internazionale dedicata all'archeologia e al turismo culturale. Anche qui, tra le immagini scelte per raccontare il patrimonio della Sardegna, c'era il Nuraghe Piscu. Un dettaglio che per Suelli assume un significato particolare. Il sito archeologico, infatti, è da alcuni anni al centro del lavoro di valorizzazione portato avanti dall'amministrazione comunale, con l'obiettivo di farne uno dei punti di riferimento dell'offerta culturale del territorio.
«Il grande lavoro fatto in questi anni dall'amministrazione comunale per la valorizzazione del sito archeologico sta dando i suoi frutti», dice il sindaco Massimiliano Garau. «Non mancano le testimonianze di turisti che, visitando le più importanti rassegne del settore o transitando nei porti e negli aeroporti, ci inviano immagini del nuraghe».
Sono proprio quelle fotografie, scattate lontano da Suelli, a raccontare meglio di qualsiasi campagna pubblicitaria quanto il monumento sia entrato nell'immaginario con cui la Sardegna viene presentata ai visitatori. Un'immagine che parte dalla Trexenta e finisce sulle pareti di un aeroporto, negli spazi di una fiera o sulle pubblicazioni destinate ai turisti. «Per noi è anche un invito a continuare sulla strada della promozione del patrimonio archeologico», conclude Garau.
