«A Cagliari i portici di via Roma e le zone limitrofe sono stati trasformati in un centro di “non accoglienza” diffuso: un vero e proprio “Grand Hotel Desperados”, dove cittadini e turisti sono costretti a fare lo slalom tra giacigli di fortuna, rifiuti ed escrementi lasciati in bella vista». Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni, che chiama in causa l’Amministrazione comunale e la ASL di Cagliari per lo «stato di abbandono del centro storico, in particolare dei quartieri Marina e Stampace».

«Quello che un tempo era il salotto buono del capoluogo – aggiunge l’esponenti di FdI – è ormai il simbolo di un desolante decadimento urbano e sociale. Eppure, il sindaco Zedda ha il proprio ufficio a poche decine di metri da questo spettacolo indecoroso. Viene da chiedersi se non lo veda o se abbia scelto di voltarsi dall’altra parte».

«Abbandonare persone fragili sotto i portici – prosegue Meloni - non significa accoglierle né rispettarne la dignità, ma condannarle alla marginalità senza un’adeguata assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale, scaricandone le conseguenze su residenti e commercianti. Il degrado non è solidarietà e il bivacco permanente non può essere spacciato per inclusione. A pagarne il prezzo non sono soltanto i residenti ma anche esercenti, professionisti e proprietari degli immobili. Il degrado allontana clienti, turisti e investimenti, spinge le attività ad abbassare le serrande e svaluta gli immobili, sempre più difficili da affittare o vendere. Ogni attività che chiude significa posti di lavoro perduti, meno servizi e un ulteriore passo verso la desertificazione del centro storico e l’aumento dell’insicurezza per gli abitanti del centro storico».

«Comune e ASL devono spiegare cosa stiano facendo concretamente. La ASL deve garantire cure e percorsi adeguati alle persone senza dimora, mentre l’Amministrazione comunale deve chiarire quali interventi siano stati attivati dai servizi sociali e perché manchi ancora un piano serio e coordinato», dice ancora Meloni. E conclude: «Chiediamo il ripristino del decoro e della sicurezza, il rafforzamento dei controlli e, soprattutto, efficaci percorsi di presa in carico delle persone senza dimora. Cagliari non può diventare un dormitorio a cielo aperto né assistere alla scomparsa delle proprie attività e alla svalutazione del patrimonio immobiliare. Restituire dignità alle persone fragili, vivibilità ai cittadini e futuro economico al centro storico non è repressione: è buona amministrazione. Esattamente ciò che oggi manca».

(Unioneonline)

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