Il Consiglio comunale di Senorbì: «Tutelare il vero Made in Italy»
L'assemblea ha approvato una delibera con cui impegna il primo cittadino a promuovere una modifica dell'articolo 60 del Codice doganale dell'Unione europeaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Consiglio comunale di Senorbì chiede una revisione delle norme europee sull'origine dei prodotti agroalimentari, con l'obiettivo di garantire maggiore trasparenza ai consumatori e una più chiara tutela del vero Made in Italy.
Nel corso della seduta presieduta dal sindaco Alessandro Pireddu, l'assemblea ha approvato una delibera con cui impegna il primo cittadino a promuovere, attraverso l'ANCI Sardegna e le altre sedi istituzionali competenti, una modifica dell'articolo 60 del Codice doganale dell'Unione europea.
Secondo i consiglieri della maggioranza che hanno determinato l'approvazione del documento, l'attuale normativa, che attribuisce l'origine di un prodotto al Paese in cui avviene l'ultima trasformazione sostanziale, può creare confusione. Gli alimenti realizzati con materie prime provenienti dall'estero, infatti, attualemte possono essere considerati di origine italiana dopo una fase finale di lavorazione effettuata in Italia. Da qui la richiesta di adottare, per i prodotti agricoli e alimentari, il criterio del luogo di provenienza delle materie prime previsto dalla normativa europea sull'etichettatura, ritenuto più trasparente per i cittadini. La delibera impegna inoltre il sindaco a coinvolgere i parlamentari europei eletti nella circoscrizione di riferimento affinché sostengano l'iniziativa nelle istituzioni comunitarie e a sollecitare il presidente della Regione Sardegna a portare la questione all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni. «L'obiettivo - spiega Alessandro Pireddu - è rafforzare la tutela delle produzioni italiane e il diritto dei consumatori a conoscere con precisione la provenienza degli alimenti acquistati».
