A riaccendere l’attenzione sulle questioni ambientali e sociali legate all’attività di smaltimento dei rifiuti nel Parteolla sono ancora una volta i Comitati per la difesa del territorio Parteolla - Gerrei e #NoAmpliamentoDiscarica che chiedono la revoca dell’autorizzazione all’ampliamento del sito di Su Siccesu gestito da Ecoserdiana e un progetto complessivo di ripristino ambientale.

La ripresa della mobilitazione arriva a pochi giorni dalla sentenza emessa dal Tribunale di Cagliari nei confronti dell’amministratore unico di Ecoserdiana, condannato a un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) per inquinamento ambientale.

«Accogliamo con soddisfazione la pronuncia dei giudici – scrivono i comitati in un documento – un accertamento dei danni ambientali procurati al territorio dall’attività quarantennale della discarica fatto sulla base dell’istruttoria e delle consulenze tecniche. Il pericolo che ciò si verificasse è sempre stato rappresentato nelle proteste dei cittadini, rimaste purtroppo inascoltate dalle istituzioni pubbliche competenti per troppo tempo».

Una sentenza che obbliga gli amministratori del territorio a riflettere attentamente sul modello futuro di gestione dei rifiuti. «La Regione nell'aprile del 2025 ha autorizzato l’ampliamento della discarica di Su Siccesu con la costruzione dell’ottavo modulo – scrivono ancora i comitati - la società Ecoserdiana, recentemente, ha richiesto l’autorizzazione al conferimento, di 117.000 metri cubi di ceneri provenienti dagli stabilimenti di Portovesme, oltre ai rifiuti di amianto già autorizzati. Su questo punto, pende un ricorso al Tar presentato dal Gruppo di Intervento giuridico. È ora che i comuni interessati (Serdiana, Dolianova e Donori) prendano una posizione chiara».

La strada da seguire, secondo gli ambientalisti, è una sola: chiedere la revoca immediata dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica, mettere in sicurezza l’impianto ed elaborare un progetto complessivo di ripristino ambientale: «Nemmeno un metro cubo in più deve essere autorizzato. Occorre evitare che l’inquinamento si aggravi e pensare a un progetto per la chiusura della discarica».

Per questo, concludono i comitati, sarebbe utile istituire una commissione comunale che possa accedere ai dati disponibili sulla qualità dell’aria, delle acque e del suolo e, in piena trasparenza, informi i cittadini. Nei prossimi giorni è previsto un confronto pubblico durante il quale sarà proiettato un documentario, commissionato dai comitati, sulla situazione ambientale del Parteolla.

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