Un episodio che sta rimbalzando con forza nel mondo del calcio giovanile, diventando esempio sempre più citato quando si parla di etica sportiva e formazione dei giovani atleti.

In questo clima di grande attenzione, l’associazione dilettantistica Polisportiva di Senorbì ha voluto rendere omaggio a Giacomo Corrias, giovane calciatore distintosi per un gesto di straordinaria correttezza durante una partita del Campionato Allievi provinciali contro la Nuova Frassinetti di Elmas. Nel corso dell’incontro, in un momento delicato della gara e con la propria squadra in svantaggio, Corrias si è trovato a pochi passi dalla porta, con un’occasione potenzialmente decisiva. In quell’istante, però, ha scelto di fermare l’azione per soccorrere il portiere avversario e un compagno di squadra rimasti a terra dopo uno scontro fortuito.

Un gesto istintivo, dettato da rispetto e sensibilità, che ha immediatamente colpito pubblico e addetti ai lavori, diventando esempio concreto di maturità sportiva. La partita del fair play si è giocata a Elmas a fine marzo. Nei giorni scorsi invece, negli impianti sportivi Renato Sirigu di Senorbì, si è tenuta la cerimonia di premiazione, davanti a un pubblico numeroso e partecipe. I dirigenti e i responsabili dello staff tecnico della Polisportiva hanno voluto ribadire come, soprattutto nei settori giovanili, lo sport debba essere prima di tutto scuola di vita. «Riteniamo che le società sportive non debbano limitarsi all’insegnamento tecnico, ma abbiano il compito fondamentale di trasmettere valori educativi destinati a durare nel tempo», dice lo storico presidente Gianni Pireddu, evidenziando il significato profondo dell’iniziativa. «Il gesto del nostro atleta inoltre ha generato una reazione altrettanto significativa da parte di un avversario che, nel corso della stessa gara, ha scelto deliberatamente di calciare fuori un calcio di rigore ritenuto inesistente», conclude Pireddu.

Protagonista del secondo episodio di grande lealtà sportiva della partita è stato il capitano della Nuova Frassinetti, Diego Banchero, che dopo essersi presentato davanti al dischetto per battere il penalty ha scelto volontariamente di calciare la palla fuori, per non approfittare da una decisione del direttore di gara ritenuta sbagliata. Nell’azione è seguito anche un provvedimento disciplinare con l’espulsione di Ryan El Bouzidi, ma a colpire è stata soprattutto il comportamento dell’attaccante, che ha preferito la correttezza sportiva al possibile vantaggio. Decisione presa dopo un conciliabolo tra giovani calciatori e staff tecnico, come spiega l’allenatore Gianluca Mandas: «Durante il corso del secondo tempo, l’arbitro ci ha assegnato un rigore che sinceramente non c’era. Era oggettivamente un errore così ho richiamato il nostro capitano per incaricarlo al tiro e abbiamo deciso di calciarlo fuori. Gli errori arbitrari, come quelli dei ragazzi in campo, fanno parte del gioco; ma la lealtà sportiva deve essere sempre messa al primo posto, in particolare nei settori giovanili dove oltre che calciatori formiamo futuri uomini».

La partita si è così distinta per un forte spirito di sportività giovanile, apprezzato anche dal pubblico sugli spalti. «Si è trattato di un episodio di fair play di grande importanza, che ci rende orgogliosi al di là di qualsiasi risultato - sottolinea il presidente della Nuova Frassinetti, Riccardo Fanni. «Nella nostra società mettiamo sempre al primo posto la crescita personale e sportiva dei ragazzi, insieme all’educazione e al rispetto delle regole, perché solo dopo vengono i risultati sul campo». Gesti che richiamano alla memoria anche celebri episodi del calcio professionistico, come quello di Paolo Di Canio nel 2000 con la maglia del West Ham contro l’Everton, quando fermò un’azione a porta vuota per soccorrere un avversario, o quello di Miroslav Klose nel 2012 con la Lazio contro il Napoli, quando ammise spontaneamente un gol di mano, esempi concreti di come il fair play possa prevalere anche ai massimi livelli.

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