E' prevista per domani di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Cagliari l'udienza di convalida dell'arresto del 55enne, disoccupato, di Dolianova finito ai domiciliari con l'accusa di estorsione. L'uomo sarebbe stato colto in flagrante da carabinieri in borghese della Compagnia di Dolianova mentre riceveva dalla vittima, un operaio di 60 anni, contanti appena prelevati da un Istituto di Credito del paese. L'indagato, difeso dall'avvocata Roberta Congia, potrà recarsi in udienza libero, senza essere accompagnato dalle forze dell'ordine.

I fatti sono noti: l'incubo per la vittima  darebbe durato oltre un decennio, fatto di minacce, violenze fisiche e una profonda soggezione psicologica. Tutto è stato interrotto dal bliz dei carabinieri (coordinati dal capitano Luca Delle Vedove).

L'operazione, secondo il comunicato dell'Arma, è scattata quando la sorella della vittima si è rivolta ai carabinieri di Dolianova. Allarmata dal fatto che il fratello fosse ormai ridotto vicino alla soglia dell'indigenza, nonostante avesse da sempre un impiego stabile, la donna aveva intuito la gravità della situazione ed era riuscita a farsi raccontare dal fratello cosa stesse accadendo, per poi segnalare ai militari che l’uomo stava per incontrarsi con il suo aguzzino nei pressi di un istituto di credito locale per l'ennesima consegna di denaro.

A seguito della notizia, i carabinieri hanno immediatamente predisposto un servizio di osservazione discreta, impiegando personale in abiti civili nei dintorni della banca. L'intuizione si è rivelata fondata: i Carabinieri sono intervenuti bloccando il 55enne subito dopo che questi aveva ricevuto dalle mani della vittima la somma di 650 euro in contanti, prelevata poco prima dallo sportello bancomat.

La successiva denuncia formalizzata dall'operaio ormai deciso ad aprirsi ha fatto emergere un quadro drammatico. Da oltre dieci anni, l'uomo sarebbe stato costretto a versare mensilmente somme non inferiori a 600 euro, per un importo complessivo stimato in diverse decine di migliaia di euro. L'origine delle richieste estorsive risalirebbe ai primi anni Duemila, quando la vittima aveva vissuto per un breve periodo in affitto in un immobile di proprietà dell'indagato. Al termine della locazione, quest'ultimo lo avrebbe accusato di un presunto e mai specificato furto, pretendendo denaro in cambio del proprio silenzio per non denunciarlo. Negli anni, la pretesa economica si sarebbe trasformata in una vera e propria spirale di terrore, fondata sulla totale soggezione psicologica della vittima e alimentata da minacce crescenti e da episodi di aggressione fisica che l'uomo, terrorizzato, non aveva mai trovato il coraggio di denunciare.

Ricostruita l'intera vicenda e recuperato il denaro appena sottratto, il 55enne è stato accompagnato in caserma. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell'udienza di convalida prevista per la giornata odierna presso il Tribunale di Cagliari.

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