In una provincia in cui il No ha superato il 59%, in mezzo a tante città piccole e grandi dove il fronte delle opposizioni ha prevalso quasi ovunque con percentuali spesso anche superiori al 60%, c’è un’anomalia. Un “puntino” sulla cartina che vede il Sì prevalere nettamente.

A Burcei il 60,49% dei votanti ha detto Sì alla legge Nordio. Si tratta del paese di Beniamino Zuncheddu, il pastore assolto per la strage di Sinnai dopo la revisione del processo e tornato in libertà dopo 33 anni di ingiusto carcere. In verità l’affluenza è stata molto bassa (39,57%, tra i dati più bassi della provincia), ma la netta prevalenza del Sì è un segnale.

Il segnale che, anche se la legge Nordio non sarebbe intervenuta direttamente sugli errori giudiziari e sui risarcimenti per le vittime, in paese c’è la voglia di cambiare qualcosa. Perché il caso Zuncheddu, uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia italiana, ha lasciato una ferita ancora da rimarginare. Lo stesso protagonista ha fatto campagna per il Sì.

E se ci spostiamo più a Nord, analogo risultato si registra a Garlasco (Pavia). Qui non c’è ancora un errore giudiziario accertato, ma si indaga nuovamente su un omicidio avvenuto 19 anni fa. E in molti hanno la sensazione che Alberto Stasi, condannato in via definitiva per aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, sia da anni in carcere da innocente. A Garlasco il Sì ha prevalso con il 62,39%.

(Unioneonline/L)

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