Trattare gli alberi e gli spazi naturali non come semplice ornamento, ma come una delle armi con cui affrontare il cambiamento climatico. È l’obiettivo del convegno “Il verde, bene essenziale – Pianificare, gestire e innovare gli spazi pubblici”, organizzato sabato all’Hospitalis Sancti Antoni dal Comune di Oristano e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia.

Amministratori, tecnici ed esperti si sono confrontati sulla necessità di passare dall’emergenza alla prevenzione e dai singoli interventi a una vera programmazione. Una sfida resa ancora più attuale da estati più lunghe e calde, stress idrico e precipitazioni brevi ma intense.

Il patrimonio arboreo comunale conta circa 9.200 alberi. L’85 per cento delle aree pubbliche, però, non dispone di impianti di irrigazione. Da qui l’attenzione a specie autoctone e resistenti alla siccità, al recupero delle acque piovane e a una pianificazione capace di considerare lo sviluppo degli alberi nell’arco di vent’anni.

«La nostra strategia punta a portare la qualità dell’infrastruttura naturale agricola dentro la città, trasformando anche gli spazi urbani disponibili in corridoi verdi ombreggiati e ventilati», ha spiegato l’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda.

Sul tavolo diversi progetti: dalle riqualificazioni di Nuraxinieddu, Massama, Silì e Donigala al parco di via Lisbona, fino al parco lineare e al recupero del Foro Boario, destinato a diventare un giardino botanico urbano. L’obiettivo è anche aumentare la permeabilità del suolo, favorire l’infiltrazione dell’acqua e ridurre il calore.

C’è poi “Porta d’Acqua”, finanziato dalla Regione con 13,5 milioni di euro, e un progetto pilota per depavimentare alcuni parcheggi, inserendo superfici drenanti e nuove alberature. «Il verde non deve essere considerato soltanto come elemento di arredo urbano, ma una componente strutturale della città: uno strumento di adattamento climatico, di tutela ambientale, di miglioramento della vivibilità e di qualificazione dello spazio pubblico», ha sottolineato Zedda.

Al confronto hanno partecipato il sindaco Massimiliano Sanna, il presidente della Provincia Paolo Pireddu, il presidente provinciale dell’Ordine degli Agronomi e Forestali Pino Pisu, i deputati Francesco Mura e Gianni Lampis, entrambi componenti della Commissione Ambiente e Territorio della Camera, e l’assessore regionale all’Urbanistica Francesco Spanedda. Presenti anche rappresentanti di ISPRA, CONAF, Fo.Re.S.T.A.S., Coldiretti e Consorzio UNO, oltre a tecnici e professionisti del settore. 

Il convegno si è concluso con la visita al vivaio produttivo Campulongu di Fo.Re.S.T.A.S., dove sono state illustrate esperienze di selvicoltura adattativa e tecniche innovative per la gestione del patrimonio forestale in un clima che cambia.

 

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