Ieri e oggi, 26 e 27 settembre, Oristano torna protagonista delle Giornate Europee del Patrimonio, la rassegna che ogni anno invita cittadini e visitatori a riscoprire il valore della memoria storica attraverso il tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione di Oristano, dall’Antiquarium Arborense e dal Comune di Oristano, propone un fitto programma di appuntamenti raccolti sotto il titolo “Oristano. Una città, molte storie”.

Ad aprire la due giorni, ieri sera è stata la visita guidata alla scoperta dell’Oristano medievale, dal titolo “Oristano medievale. Tracce che resistono”. A condurre i partecipanti lungo le tracce ancora visibili del passato cittadino, la professoressa Maria Grazia Rosaria Mele dell’ISEM-CNR di Cagliari, che è ritornata a incontrare il pubblico oristanese dopo la conferenza tenuta la settimana scorsa.

Il percorso, con partenza da piazza Duomo, ha registrato un’adesione superiore alle aspettative: l’evento, a numero chiuso, ha esaurito i posti disponibili in tempi rapidissimi. «Abbiamo raggiunto il sold out in breve tempo», fanno sapere gli organizzatori. «Gli oristanesi sono molto sensibili e interessati quando si tratta di approfondire la storia del proprio territorio», un segnale che conferma quanto la comunità locale senta ancora vivo il legame con le proprie radici storiche.

Questa sera, dalle ore 18 presso l’Hospitalis Sancti Antoni, la rassegna entrerà nel vivo con un appuntamento a più voci. Si aprirà con la premiazione del Premio Letterario Nazionale “Il Romanzo dell’Archeologia” e, a seguire, sarà consegnato il Premio Nazionale 2025 per le migliori tesi di laurea, specializzazione e dottorato dedicate al territorio della provincia di Oristano, in ambito archeologico, storico, storico-artistico e architettonico.

Il riconoscimento, giunto alla sua prima edizione, ha di fatto preso il posto del Premio Letterario, sostituito lo scorso anno proprio per lasciare spazio a questa nuova iniziativa pensata per i giovani ricercatori. Un cambio di rotta che gli organizzatori confermano anche per il futuro: il premio per le tesi di laurea sarà riproposto pure il prossimo anno, un modo per invogliare i giovani a studiare e approfondire il territorio, sottolineando la volontà di investire sulle nuove generazioni di studiosi.

In conclusione, Carla Del Vais, direttrice dell’Antiquarium e professoressa dell’Università di Cagliari, terrà la conferenza dal titolo “Lungo le rotte del Mediterraneo: l’arrivo di Fenici e Cartaginesi nel Golfo di Oristano”, nel quale racconterà tempi, modalità e protagonisti delle prime fasi di frequentazione dell’area oristanese da parte di genti levantine, provenienti dal Mediterraneo orientale, e di popolazioni di cultura fenicia giunte dal Mediterraneo centrale.

Le Giornate Europee del Patrimonio si confermano dunque, anche quest’anno, un’occasione preziosa per Oristano: non solo un momento di valorizzazione culturale, ma un vero e proprio ponte tra la ricerca scientifica, la memoria cittadina e le nuove generazioni chiamate a custodirla.

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