La crisi ora si misura nelle stanze chiuse, uno a uno. Dopo il vertice delle segreterie del centrodestra e il comunicato del sindaco Massimiliano Sanna  – «è emersa la volontà di proseguire la consiliatura» – a Oristanio è partita la fase dei confronti diretti per verificare se quella volontà abbia numeri e contenuti.

Ieri il primo giro di bilaterali: al mattino l’Udc, in serata Fratelli d'Italia. «È stato un incontro cordiale», ha riferito il segretario provinciale Michele Piredda, lasciando aperta la porta alla prosecuzione della consiliatura, ma senza sbilanciarsi.

Nei prossimi giorni il sindaco vedrà il Partito sardo d'azione, terzo partito – insieme a Udc e Fratelli d’Italia – ad aver innescato la crisi chiedendo la revoca dell’assessore all’Urbanistica Ivano Cuccu. È su quella delega che si è consumato lo strappo, con la gestione della Ztl finita nel mirino e diventata il simbolo delle tensioni interne.

A seguire, prima del tavolo politico che dovrebbe riunirsi di nuovo nel fine settimana, toccherà alla civica Oristano al Centro e a Forza Italia, chiamate a chiarire il proprio ruolo in un quadro che nel frattempo è cambiato.

Intanto il tempo stringe: il Comune è in esercizio provvisorio e il bilancio di previsione, ritirato per mancanza di numeri, rischia di non essere approvato nei termini. Sullo sfondo resta l’ipotesi della diffida regionale e, in caso di ulteriore stallo, del commissario ad acta. La trattativa è aperta, ma il margine si assottiglia.

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