A Oristano la presentazione de “L’aneddoto… una storia, tante storie”
Storie vere tra cronaca e memoriaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ci sono libri che nascono da altri libri, da quelle conversazioni che continuano oltre l’ultima pagina. È il caso di “L’aneddoto… una storia, tante storie”, il volume firmato a quattro mani da Paolo Oggianu e dal Colonnello dei Carabinieri Luciano Gavelli, che verrà presentato domani alle 18 presso la sala convegni Hospitalis Sancti Antoni di Oristano.
Il seme di questo lavoro fu piantato durante le presentazioni del precedente romanzo di Oggianu, “L’Emissario”, che racconta il sequestro dei fratelli Casana, rapiti da sei banditi armati durante una vacanza a Buggerru e condotti all'Hotel Supramonte. «Ogni volta che ci trovavamo davanti al pubblico», racconta il Colonnello Gavelli, «le domande tiravano fuori ricordi che credevamo sepolti. Un dettaglio, una battuta, un episodio che tornava a galla quasi da solo. Ci siamo accorti che attorno al libro ne stava crescendo un altro, fatto di tutto ciò che non era entrato nel primo». Fu il lockdown a trasformare quella intuizione in progetto concreto. Con il mondo fermo, Oggianu e Gavelli decisero di mettersi al lavoro con metodo, raccogliendo e sistemando gli aneddoti fino a dare loro la forma di un’opera compiuta.
«L’aneddoto, per sua natura, è una scheggia di realtà», spiega Paolo Oggianu, «è il frammento che sfugge ai verbali, quella piccola verità umana che nessun rapporto ufficiale riesce a contenere. Chi indossa una divisa accumula nel tempo un archivio invisibile di episodi, di incontri, di situazioni al limite del credibile. Spesso ci si dimentica di raccontarle o si pensa che non interessino a nessuno. Invece è lì, in quegli interstizi, che si nasconde l’anima vera di un territorio, di una comunità, di un’epoca».
Il volume si arricchisce di una postfazione del tutto particolare: un romanzo incompiuto firmato da Giorgio Casana, presente alla serata, nel quale rielabora in forma narrativa la propria esperienza da sequestrato. «Certi ricordi non ti lasciano mai del tutto», confida Casana. «Scrivere è stato un modo per tornare in quei luoghi senza esserne sopraffatto, per dare una forma a qualcosa che per decenni ho portato dentro senza riuscire a nominare fino in fondo». Una testimonianza che aggiunge al libro una dimensione intima e perturbante, trasformando la postfazione in qualcosa di più di un semplice apparato critico.
Ma è forse la figura di Gian Maria Sertorio a restituire con più forza il senso di come certe storie non smettano mai di riverberare nel tempo. Già questore di Aosta, Sertorio era un ragazzo di quattordici anni quando, da uno scoglio, si trovò a essere testimone involontario di quel sequestro. Decenni dopo, eccolo seduto allo stesso tavolo di chi quella storia l’ha vissuta dall’interno, con la propria memoria di adolescente ancora intatta e ingombrante. Sarà anche lui tra i partecipanti alla presentazione, insieme a Paolo De Angelis, procuratore aggiunto della Procura di Cagliari. A moderare l’incontro sarà Manuela Arca, che guiderà un dialogo destinato a muoversi continuamente sul confine tra cronaca, letteratura e memoria personale.
