Viaggio nel mito della Dea Madre: laboratori e arte nel sito di Tamuli a Macomer
Domani pomeriggio l'appuntamento esperienziale guidato dall'artista Stefania Spanedda. La cooperativa Esedra apre le porte dell'area archeologica tra argilla, storia e visori 3DPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Alla riscoperta della Dea Madre. Nell'area archeologica di Tamuli, domani (inizio alle 16.30) sarà affrontato un suggestivo viaggio esperienziale, guidato dall'artista Stefania Spanedda, la quale propone un racconto affascinante attraverso le Veneri preistoriche e le Dee Madri ritrovate tra l'Europa, il Nord Africa, al vicino Oriente e isole del Mediterraneo. Un viaggio che ripercorre il Paleolitico fino al Neolitico, che propone simboli del ciclo di vita, morte e rigenerazione della Terra. Si aprono i laboratori per la lavorazione dell'argilla, per riscoprire gli antichi gesti, tra arte, materia e sacralità.
E' l'estate nell'area archeologica, tra le più importanti dell'isola che, dopo la notte di San Lorenzo, si apre ad un'altra interessante iniziativa culturale, ancora una volta ideata e realizzata dalla cooperativa Esedra. Un appuntamento di rilievo, con laboratori artistici aperti a tutti, che si svolgono nella suggestiva cornice delle tombe dei giganti e dei famosi betili antropomorfi. Non mancano i servizi con le visite effettuate attraverso i visori 3D, percorsi accessibili e punto informazioni.
«E' una tappa delle manifestazioni che caratterizzano questa estate nel sito archeologico di Tamuli», dice la presidente della cooperativa Esedra, Rossana Muroni, «un'estate particolare, tendente a valorizzare non solo l'area archeologica, ma tutto il Marghine, con i suoi monumenti della storia, le tradizioni e la cultura popolare».
