Omicidio Goddi, requisitoria-fiume in Assise: chiesti 20 anni per Contena
Quasi sei ore per ricostruire l’inchiesta punto per punto. A febbraio parola alle parti civili, quindi alla difesaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quasi sei ore di requisitoria per scalfire il muro di omertà che per mesi ha avvolto l’omicidio di Luca Goddi, ucciso il 4 agosto 2023 in pieno centro a Orune. Oggi, davanti al Tribunale di Nuoro, il pubblico ministero Ireno Satta ha ricostruito punto per punto l’inchiesta, nata in salita tra paura, silenzi e reticenze, ma decollata grazie alle intercettazioni e a un elemento ritenuto decisivo dagli inquirenti: un taccuino rinvenuto in un bar di fronte al luogo del delitto, con annotati nomi e cognomi delle persone presenti quella sera.
Davanti al gup Alessandra Ponti, il processo si è celebrato con rito abbreviato, in assenza di aggravanti contestate. In aula l’imputato Pietro Contena, 55 anni, difeso dagli avvocati Basilio Brodu e Martino Salis. Per le parti civili presenti gli avvocati Lorenzo Soro, Pasquale Ramazzotti e Nicoletta Mani.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Compagnia di Bitti e del Nucleo investigativo di Nuoro, Contena avrebbe esploso quattro colpi di pistola calibro 9x19 contro Goddi, colpendolo alla testa e alla spalla mentre si trovava all’interno della sua Volkswagen Golf, ferma lungo Corso Repubblica. Un agguato avvenuto davanti a numerosi testimoni che, però, non hanno collaborato.
Al termine della discussione, il pm ha chiesto con gli aumenti per il porto d’arma e la reiterata specifica una condanna a finale a 35 anni, scendendo a 30 applicando l’articolo 78 del codice penale sui i limiti massimi degli aumenti delle pene principali in caso di concorso di reati (cumulo materiale), ridotti ulteriormente a 20 anni per effetto dello sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito abbreviato.
A febbraio la parola passerà alle parti civili e quindi alla difesa.
