Omicidio di Angelo Maria Piras, la Cassazione annulla di nuovo la condanna della cognata
Ad Alice Flore era stata inflitta la pena di 21 anni e due mesi di reclusione: il delitto si era consumato a LulaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per la seconda volta la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d'assise d'appello la sentenza di condanna a 21 anni e due mesi nei confronti di Alice Flore, accusata di concorso nell’omicidio del cognato Angelo Maria Piras, ucciso il 25 gennaio 2015 nelle campagne di Lula.
Contestualmente, Alice Flore, è stata assolta senza rinvio dall’accusa di porto d’arma, reato ormai estinto per prescrizione.
Il ricorso presentato dai difensori della donna, gli avvocati Francesco Lai e Potito Flagella, si fondava su tre motivi principali. Al centro dell’impugnazione, in particolare, il fatto che la Corte d’assise d’Appello di Cagliari, nell’emettere l’ultima condanna, avrebbe richiamato valutazioni contenute nella precedente sentenza già annullata una prima volta dalla Suprema Corte.
Secondo la difesa, inoltre, i giudici non avrebbero tenuto adeguatamente conto della nuova perizia fonica sulle intercettazioni ambientali, ritenuta decisiva per la ricostruzione dei fatti. Proprio una frase captata nelle registrazioni è stata per anni oggetto di interpretazioni opposte: per l’accusa il riferimento era a “quattro cartucce”, elemento ritenuto compatibile con la preparazione dell’agguato; per la difesa, invece, le parole pronunciate sarebbero state “quattro panini per il cane”, una frase del tutto estranea all’omicidio.
I consulenti tecnici incaricati dalla difesa poi, avevano inoltre sostenuto che la Flore non sarebbe mai scesa dall’auto nel luogo in cui vennero trovati gli scarponi con il Dna di Nico Piras, altro elemento considerato centrale nell’inchiesta.
L’ultima sentenza della Corte d’assise d’appello di Cagliari aveva invece riconosciuto Flore colpevole di concorso morale e materiale nell’omicidio dell’ex cognato, condannandola a 21 anni di reclusione. La Corte, aveva respinto la richiesta di assoluzione avanzata dal procuratore generale.
Il processo che portò alla condanna, rappresentava il secondo appello bis disposto dalla Cassazione dopo l’annullamento della precedente condanna a 24 anni inflitta a Alice Flore e all’ex marito Nico Piras. In primo grado, davanti alla Corte d’assise di Nuoro, entrambi erano stati assolti. Successivamente, in seguito all’appello presentato dal procuratore di Nuoro Andrea Jacopo Ghironi, era arrivata la condanna in appello, poi annullata dalla Suprema Corte che aveva chiesto una nuova valutazione delle intercettazioni e degli elementi probatori.
Nico Piras fu ucciso nel 2023 dal nipote Antonello, figlio di Angelo Maria, nell’ennesimo tragico capitolo di una lunga tragedia familiare. Ora la parola torna nuovamente ai giudici. Una corte d’Assise d’Appello ter. Saranno le motivazioni della Cassazione a chiarire quali aspetti della sentenza d’appello siano stati ritenuti carenti e quali elementi dovranno essere rivalutati nel nuovo processo.
