Sono straordinari i risultati ottenuti dagli atleti del Circolo tennis Macomer, che festeggia uno dei momenti più importanti della propria storia, nei principali appuntamenti regionali e nazionali della stagione. Il protagonista assoluto è Alessandro Scintu, che è riuscito a conquistare il titolo regionale assoluto di terza categoria, riportando così Macomer sul gradino più alto del tennis sardo. Per il tennista macomerese si tratta dell’ennesimo importante risultato di una carriera ricca di soddisfazioni. Scintu, infatti, aveva già conquistato in passato diversi titoli regionali già dal livello giovanile. La vittoria gli permette inoltre di riaprire le porte della seconda categoria, rappresentando un importante riconoscimento personale e sportivo. Non solo Scintu.

Ha raggiunto le semifinali nel campionato regionale anche Nicola Manca, che è ha ottenuto un risultato che conferma la crescita costante del movimento tennistico di Macomer. Importante esperienza anche per Gianfranco Motzo, che nei mesi scorsi aveva conquistato le qualificazioni di quarta categoria agli Internazionali BNL d’Italia disputate a Cagliari. Grazie a quel successo, Motzo ha rappresentato il Circolo Tennis Macomer sui prestigiosi campi del Foro Italico di Roma, prendendo parte al tabellone finale nazionale di terza e quarta categoria. Alessandro Scintu, che è anche il presidente del circolo Tennis Macomer, dice: «Sono assolutamente soddisfatto di questa vittoria, arrivata forse in maniera inaspettata dopo i tanti infortuni che mi hanno colpito negli ultimi anni. Questo titolo rappresenta anche un motivo d’orgoglio per tutta la città di Macomer. Faccio i complimenti a Nicola Manca e Gianfranco Motzo per gli splendidi risultati raggiunti. Sono traguardi che danno prestigio al nostro circolo e dimostrano quanto lavoro ci sia dietro».

Scintu elogia anche il lavoro dello staff tecnico del circolo: «Stanno crescendo tanti giovani promettenti che già competono a livello regionale, portando il nome di Macomer in tutta la Sardegna. Questo è sicuramente uno degli aspetti che ci rende più orgogliosi per il futuro del nostro movimento sportivo».

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