Pronto Soccorso ai minimi termini, Guardia Medica spesso non operativa, primario di Ortopedia in partenza e reparti sotto organico, il Paolo Dettori di Tempio sta scivolando rapidamente verso scenari allarmanti.

Oggi arriva l’ennesima presa di posizione dei sindacati (Cgil e Uil) che denunciano le condizioni di lavoro del personale dell’ospedale dell’Alta Gallura: «La situazione dell’Ospedale Paolo Dettori è drammatica, non è chiaro quali servizi potranno essere garantiti ai cittadini già penalizzati e costretti ad un esodo forzato verso i presidi di Olbia, Ozieri e Sassari. E non si possono prevedere le condizioni di lavoro, già pesantissime, per i lavoratori costretti a turni massacranti per le carenze di organico e carenze strutturali. Il sindaco di Tempio si è recato personalmente in Pronto Soccorso chiedendo ulteriori sacrifici al personale. Grazie all’impegno straordinario di medici, infermieri e operatori, la Radiologia ha garantito prestazioni anche di notte, ma, terminato il Carnevale, tutto è tornato come prima e la Radiologia è chiusa di notte per l’assenza di tecnici. Chi deve fare una TC, un’ecografia o una radiografia oggi deve recarsi a Olbia, accompagnato da un infermiere in ambulanza durante la notte. Questo rappresenta un enorme sacrificio: mentre l’infermiere accompagna il paziente, il servizio di emergenza deve essere coperto in prestazione aggiuntiva e quindi è in sofferenza. Ci chiediamo perché la Regione non intervenga, magari spinta anche da un ulteriore intervento del sindaco, affinché ARES, che continua a bloccare le assunzioni e il reperimento delle risorse umane, bandisca concorsi ad hoc per tutti i presidi del nord Sardegna e per primo Tempio. Sappiamo che qualche risorsa umana sarebbe disponibile se i contratti proposti fossero decenti. Perché la sanità a Tempio deve funzionare solo durante Carnevale, mentre il resto dell’anno torna al collasso? Chiedere continuamente ai lavoratori di fare miracoli non è leadership: è scaricare le responsabilità sui più deboli, mentre ARES e la politica restano immobili. I cittadini hanno diritto all’assistenza sanitaria tutti i giorni, non solo quando c’è una festa in programma».

La nota è firmata da Paolo Dettori e Jessica Cardia  (FP CGIL), Augusto Ogana, Vito Langiu e Massimo Puddu (Uil Fpl). 

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Nessun blocco delle assunzioni: i chiarimenti di ARES Sardegna

Ares non “blocca” alcunché: non ne ha il potere, né la facoltà, né tantomeno la volontà. Affermarlo – senza alcuna conoscenza della materia – risulta oltremodo offensivo nei confronti di tutti gli operatori dell’Azienda che quotidianamente si impegnano per l’acquisizione delle risorse umane (personale dipendente e operatori convenzionati) per il SSR, e che sono costretti a leggere o ascoltare con frequenza simili affermazioni, prive di qualsiasi fondamento.

Se vi fosse quantomeno una minima conoscenza della regolamentazione regionale in materia – presupposto doveroso prima di rilasciare dichiarazioni pubbliche, soprattutto da parte di rappresentanti istituzionali – sarebbe noto che Ares espleta concorsi e selezioni sulla base delle richieste formalizzate dalle Aziende, secondo i rispettivi Piani Triennali di Fabbisogno del Personale (PTFP), approvati dalla Regione al fine di garantire l’equilibrio finanziario complessivo del sistema.

Altro e diverso è il fatto che alcuni professionisti di determinate specialità non siano disponibili in numero sufficiente rispetto alle richieste delle Aziende (a prescindere dalla correttezza tecnico-scientifica di tali richieste alla luce delle evidenze di letteratura in materia), ovvero non partecipino alle procedure concorsuali del sistema sanitario pubblico, oppure ancora non accettino alcune sedi per diverse ragioni. Tra queste rientra anche la sicurezza operativa per gli stessi professionisti, tema sul quale – qualora vi sia adeguata competenza in materia – si dovrebbe attivare un serio ragionamento di sistema.

Parimenti infondata, sotto il profilo tecnico e razionale, è l’affermazione secondo cui sarebbe necessario “bandire concorsi ad hoc per tutti i presidi del nord Sardegna e, per primo, Tempio”. Come ampiamente dimostrato dall’esperienza – e come risulta evidente – tale soluzione si rivela inefficace. Pur essendo stata sperimentata, verificandone esiti e risultati, essa non ha prodotto effetti significativi, poiché i professionisti delle specialità interessate, per le ragioni sopra richiamate, non partecipano alle eventuali procedure concorsuali dedicate (o non lo fanno in misura diversa rispetto a quelle aggregate). Ne deriva soltanto uno spreco di tempo e di risorse finanziarie pubbliche, oltre alla creazione di ulteriore confusione dovuta alla contemporanea vigenza di diverse graduatorie che si intersecano per gli stessi candidati, già di per sé insufficienti – se non del tutto assenti – rispetto alle richieste dei presidi del nord Sardegna e, in particolare, di Tempio.

La Regione, anche con il supporto di Ares per quanto di propria competenza, sta lavorando a possibili e concrete azioni per affrontare tali criticità, che caratterizzano l’attuale contesto del Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste rientrano: la definizione delle reti cliniche e dei percorsi assistenziali appropriati e, conseguentemente, dei punti più idonei per l’erogazione delle diverse prestazioni; il rafforzamento della rete dell’emergenza-urgenza e della rete dell’assistenza territoriale, secondo quanto previsto dal DM 77 e dal PNRR; la programmazione dei fabbisogni di personale coerente con tali assetti organizzativi.

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