Sardinia Archeo Festival verso Settimo San Pietro con "Micromondi"
La rassegna arriva nell'hinterland, nel segno di archeologia, memoria, architettura e nuove pratiche abitativePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due giornate intorno alla terra cruda, dedicate ad archeologia, memoria, architettura e nuove pratiche abitative: dopo l'ultimo appuntamento ogliastrino, la bussola del Sardinia Archeo Festival punta ora verso Settimo San Pietro, dove il 12 e 13 settembre ha luogo un nuovo capitolo di "Micromondi" incentrato interamente sul ladiri, elemento centrale del paesaggio campidanese. Tra interventi, passeggiate, laboratori, Land Art e una tavola rotonda tematica, l'iniziativa è organizzata da Jenna Arcana Aps in collaborazione con Itzokor Odv, e vede ogni incontro a ingresso gratuito.
Un materiale arcaico, eppure semplice e quotidiano, che nei secoli è diventato inseparabilmente parte della storia del territorio e del rapporto della comunità con quest'ultimo, e che oggi diventa protagonista nella nuova tappa di un cammino cominciato a giugno nel capoluogo, tra le eccezionali cornici della Sella del Diavolo e del Ghetto, e migrato poi verso l'Ogliastra, o più precisamente S'Arcu 'e is Forros, con visita guidata, arte e proiezioni. Ma sabato e domenica, il focus va dalle ancestrali dimore nuragiche alle tipiche case campidanesi, e alla gente che le ha abitate ieri e oggi.
Il programma
Sabato 12 "Micromondi" debutta già alle 9:30 in via Garibaldi 27, con gli spazi di Casa Baldussi che vanno a essere teatro di una mattinata di storia e divulgazione. A dare avvio agli incontri è il geologo Luigi Sanciu con i fondamenti di "Argilla e Acqua, una storia d’amore all’alba della Terra", seguito dall'antropologa Veronica Matta, che discute invece la dimensione domestica ne "La stanza del cibo, Sa Domu de su fumu: il focolare come luogo sacro della casa", e dall'architetta Sara Collu, per la riflessione tecnico-storica e di prospettiva contemporanea di "Ladiri: abitare sostenibile in Campidano dall’800 a oggi". Alla fase di interventi segue poi un dibattito conclusivo.
Le attività della prima giornata riprendono alle 16:30 con la passeggiata guidata nel centro storico di Settimo San Pietro, tra storici portali e muri realizzati in terra cruda, e proseguono alle 18 con "L’uso della terra cruda nella Sardegna preistorica e protostorica", presentato dalla presidente di Jenna Arcana Paola Palmas, e alle 18:45 con l'antropologo Fiorenzo Caterini in "Siamo la terra che ci circonda", racconto del rapporto triangolare fra comunità, territorio e materia, per culminare infine con il confronto col pubblico e l'aperitivo in socialità.
È poi la materia stessa a guadagnarsi i riflettori domenica 13, di nuovo a Casa Baldussi – questa volta però al civico di via Garibaldi 23 – dove dalle 9:30 alle 12:30 l'artista Ermenegildo Atzori dà vita alla performance di Land Art dal titolo "La Terra come Tela", mentre nelle stesse ore Sara Collu e il bio-costruttore Luca Murgia guidano i laboratori pratici dedicati a miscele, mattoni, intonaci e finiture, offrendo un contatto diretto con la tradizione del ladiri.
Ci si ritrova alle 15, con ancora Atzori a incontrare il pubblico una seconda volta per "Dialogo e Condivisione", prima di trasferirsi alla Sala E. Berlinguer di via IV Novembre 6: in programma uno scorcio del Festival proiettato verso il futuro, con la tavola rotonda di "Costruire il Domani con la Terra di Ieri" che si avvale degli interventi di Silvano Piras, con "Attualità della Terra Cruda nell’Architettura Contemporanea", Tullio Angius, sul "Percorso dei portali delle case campidanesi", Massimo Pusceddu, per "Fabbisogno abitativo e valorizzazione dei centri storici", e infine Paola Palmas in "Dal Ladiri al Cemento: Cronaca di una Mutazione Antropologica" e Luca Murgia con "Fare Impresa con la Terra Cruda". A concludere la due giorni il confronto finale delle 18:30, e l'archeo-aperitivo coi vini dal territorio.
