Sarà la poetessa, scrittrice, medico e psicoterapeuta Anna Segre la protagonista del nuovo appuntamento del Cantiere Poetico nel ventennale del festival OttobreInPoesia. L’incontro è in programma giovedì  alle 17.30 nella Biblioteca comunale di Sassari, dove l’autrice presenterà e leggerà alcuni brani tratti dal suo ultimo libro “Onora la figlia”. Un’occasione preziosa per entrare nel cuore della sua scrittura, intensa e profondamente umana, capace di coniugare parola poetica e indagine interiore.

Il giorno successivo, venerdì alle 10, Anna Segre incontrerà gli studenti del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari, in un momento di confronto diretto con le nuove generazioni.

Anna Segre è oggi considerata una delle voci più originali e incisive della poesia contemporanea italiana. La sua opera si distingue per la capacità di intrecciare letteratura e introspezione, sensibilità artistica e sguardo clinico, dando vita a una scrittura in cui la parola diventa insieme cura e conoscenza. Le sue poesie, attraversate da una forte tensione etica e civile, esplorano i territori della memoria, del desiderio e dell’identità, restituendo con precisione e profondità le fragilità dell’esistenza.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi volumi, tra cui Monologhi di poiLezioni di sesso per donne sentimentali, Il fumetto fa bene, Letture come terapia, oltre a diversi titoli editi da Elliot. Il suo lavoro ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Camaiore 2022 e il Premio internazionale “Città del Galateo” per la raccolta La distruzione dell’amore. La successiva pubblicazione, A corpo vivo, ha confermato la sua sensibilità nell’indagare i territori del desiderio e dell’amore con un linguaggio lirico, diretto e profondamente umano.

Con Onora la figlia, Segre firma un’opera di grande intensità emotiva e valore simbolico. Il titolo stesso suggerisce un rovesciamento potente: se la tradizione impone di onorare padre e madre, Segre introduce il “comandamento mancante”, restituendo dignità e visibilità alla genealogia femminile. Un gesto poetico e politico insieme, che dà voce a tutte le figlie rimaste ai margini della memoria.

La scrittura di Anna Segre si conferma così come una pratica di conoscenza e trasformazione: una poesia che non consola, ma comprende, capace di trasformare il dolore in testimonianza e verità.

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