Mareggiata sull'Isola, lo studio delle Università di Ferrara e Cagliari: «Fenomeno estremo, non una novità»
In Sardegna i ricercatori dell’Università di Ferrara insieme ai colleghi di Cagliari, hanno monitorato in tempo reale l’impatto sulle coste dell’Isola del ciclone Harry, con le mareggiate eccezionali che dal 19 al 22 gennaio hanno colpito duramente le spiagge e i litorali del sud e dell’est della Sardegna.
«Questi fenomeni estremi nel Mediterraneo non sono nuovi: in meteorologia sono noti come medicanes, cicloni simil-tropicali che si sviluppano nel Mediterraneo orientale spostandosi verso le coste ioniche dell'Italia meridionale.
Harry è stato un ciclone particolare perché rimasto "bloccato" sulle coste siciliane, calabresi e sarde per circa 72 ore, spiega Paolo Ciavola geomorfologo del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara: «Il nostro intervento immediato serve a fornire strumenti utili prima che si verifichi un altro evento di questa portata, così da permettere alle autorità competenti una migliore pianificazione degli interventi di emergenza per il futuro»
