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IA, etica e formazione: "Allargare i confini del dialogo internazionale"
10 marzo 2026 alle 15:00
Roma, 10 mar. (askanews) - L'Intelligenza Artificiale è una sfida dell'umanesimo globale, non riducibile alle sole dinamiche e priorità delle singole economie nazionali. Per comprendere ed analizzare, attraverso un confronto dal respiro internazionale, gli orizzonti e i limiti dell'IA, con ripercussioni concrete di carattere etico ed esigenze di indirizzo e formazione, a Roma si è svolto il convegno "Fare per imparare. Etica e formazione nell'era dell'intelligenza artificiale", un incontro di studio per lavorare allo sviluppo dell'IA con l'orizzonte di una visione internazionale. Il convegno è stato organizzato dall'Osservatorio Internazionale per l'Intelligenza Integrale, l'Etica e il Valore Pubblico - promosso da Formez, Pontificia Università Antonianum e CSI Piemonte - con la partecipazione della Mississippi State University.Giovanni Anastasi, Presidente Formez PA: "Oggi apriamo una porta verso il resto del mondo, verso gli altri paesi: un'opportunità incredibile per fare quello che abbiamo promesso, ovverosia diminuire il livello di autoreferenzialità presente all'interno dell'ecosistema pubblico. Abbiamo compiuto un altro passo nel nostro percorso di avvicinamento al futuro: il futuro è il mondo dell'Intelligenza Artificiale, che non deve essere contrapposto al mondo dell'umano, ma è la somma delle sue conoscenze".L'Intelligenza Artificiale, è emerso dal confronto, non può essere gestita esclusivamente in ambito nazionale: servono regole, investimenti e progetti condivisi a livello globale, perché le nuove tecnologie non si fermano alle frontiere. Solo con una sperimentazione permanente e una cooperazione internazionale, l'Italia potrà trasformare l'IA in crescita concreta, competenze diffuse e benefici per cittadini e imprese.Andrea Bizzozero, decano Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum: "E' importante riconoscere che i sistemi tecnici computazionali, come sono le intelligenze artificiali, non sono strumenti neutri: richiedono sempre lo sforzo di un pensiero, di una riflessione, la capacità di interrogarli, verificarli. Per questo, oggi più che mai, è necessario che le accademie, come l'università, si dedichino alla formazione e alla riflessione etica per poter usare questi strumenti in vista di ciò che è necessario e importante, ovvero la cura della casa comune e dell'umanità intera".Il focus della Mississippi State University, che è partner accademico internazionale dell'Osservatorio, si è concentrato sulle sfide etiche emergenti nelle società digitali globali, approfondendo tra l'altro il rapporto tra innovazione e responsabilità etica, il ruolo dell'accademia nella definizione di pratiche di IA etica, il ruolo dell'IA nel lavoro pubblico, tenendo sempre presente l'importanza di una visione internazionale della questione.Domenico Parisi, prof. Sociologia e Data Scientist Mississippi State University: "Il problema non è tanto capire cosa fa l'Intelligenza Artificiale, quanto capire cosa non sappiamo ancora l'Intelligenza Artificiale possa fare dal punto di vista dell'impatto sociale. Quindi il nostro obiettivo è quello appunto di focalizzarci su questo aspetto, dell'incertezza che l'Intelligenza Artificiale sta portando all'interno di questo nuovo sistema, appunto tecnologico e digitale".Quella della trasformazione digitale, hanno dunque sottolineato esperti e accademici, è quindi una sfida globale che può essere affrontata solo attraverso una cooperazione multilaterale, bilanciando il rapporto tra innovazione, responsabilità pubblica e centralità della persona.
