La deliziosa tartare di gambero rosso, patate lesse, yogurt alle mandorle e caffè
Un gustoso piatto di mare che farà felici gli ospitiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Oggi su Ricette sarde si parla di un piatto di mare: la tartare di gambero rosso, patate lesse, yogurt alle mandorle e caffè.
Per conoscere meglio questa preparazione abbiamo contattato Stiven Toro del ristorante “La Conchiglia” di Loiri Porto San Paolo.
INGREDIENTI. 8 gamberi rossi, 2 patate gialle, 1 cucchiaio di aceto di mele o di vino bianco, 3 fragole, 50gr di pecorino, 1 barattolino piccolo di yogurt bianco, 1 barattolino di yogurt alle mandorle, olio qtb, sale a piacere, pepe a piacere, 1 pizzico di caffè, 1 rametto di coriandolo fresco.
PREPARAZIONE. «In una casseruola far bollire circa 1 litro d’acqua con un cucchiaio di aceto di mele e aggiunta di sale qtb. Tagliare le due patate a cubetti/il taglio deve essere uniforme così nel momento di impiattare risulta ordinato. Far bollire per 10min e freddare con acqua fredda. Nel frattempo che cuociono le patate trituriamo le fragole e lasciamo in luogo fresco. Puliamo i gamberi e preleviamo l’intestino. Laviamo i gamberi con acqua salata per eliminare i batteri. Una volta puliti e asciugati diamo un taglio uniforme quasi come le patate e aggiungiamo un filo d’olio evo per proteggerli. Non saliamo in quanto il sale tende a cuocere e altera la freschezza del gambero. Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti, uniamo in un recipiente gli yogurt con sale olio e pepe a piacere. Per ultimo in una casseruola non troppo calda, spalmiamo il pecorino e diamo forma a un disco che facciamo sciogliere per 1 min circa su ambi i lati. Mentre il disco si riscalda, possiamo formare un cilindro simile a un cannolo. Ora possiamo iniziare a comporre il nostro piatto. Io ho proposto un impiattamento semplice ed elegante. In finale ho spolverato un po’ di caffè per rendere amaro il dolce dei gamberi. Il coriandolo per decorare si aggiunge a piacere. Il piatto è adesso pronto per essere gustato».
