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Tennis, in Australia la next gen sfida la triade

roger federer (ansa)
Roger Federer (Ansa)

Torna il grande tennis. Due settimane con i migliori del mondo impegnati nella rovente (in tutti i sensi) estate australiana per il primo torneo del Grande Slam dell'anno. Seguiranno Roland Garros (Parigi), Wimbledon (Londra) e Flushing Meadows (New York): sarà un anno da ricordare nella piccola grande storia di questo sport. I fantastici tre (Federer, Nadal e Djokovic) dovranno resistere assalto dei giovani rampanti Thiem, Medvedev, Zverev, Shapovalov, Tsitsipas e - perché no - Matteo Berrettini. Il tennis azzurro - mai l'Italia aveva avuto due giocatori teste di serie così alte, numero 8 il romano e 12 Fognini)- dovrà confermarsi ai vertici mondiali e cullare l'ascesa del diciottenne Jannick Sinner.

Nole Djokovic, numero 2 Atp (foto archivio Unione Sarda)
Nole Djokovic, numero 2 Atp (foto archivio Unione Sarda)

Tra le donne più incertezza nella consapevolezza che Serena Williams, vincitrice nelle settimane scorse del primo torneo da quando è diventata mamma, se gioca al meglio è ancora la più forte e ci scuseranno Barty, Osaka, Pliskova, Halep e così via.

La storia La corsa verso la leggenda di questo sport è legata al numero degli Slam vinti. Roger Federer nel carniere ha 20 titoli (8 Wimbledon, 6 Australian Open , 5 Us Open e uno storico Roland Garros), ma oggi a Melbourne parte con i fari spenti: la classe è cristallina, unica, ma la carta d'identità è implacabile e i 39 anni da compiere ad agosto non si possono annullare con prodezze in serie (poi magari smentirà tutti e farà impazzire di felicità tutto il mondo).

Matteo Berrettini, numero 8 al mondo (foto archivio Unione Sarda)
Matteo Berrettini, numero 8 al mondo (foto archivio Unione Sarda)

Nella sua parte di tabellone dovrebbe incontrare Shapovalov negli ottavi e Berrettini o Fognini nei quarti (il sogno degli appassionati italiani è che vengano rispettati i pronostici e si possa assistere al derby azzurro negli ottavi). In semifinale per Roger ci sarebbe Djokovic.

Federer potrebbe essere raggiunto a quota 20 Slam da Rafa Nadal (34 anni), attuale numero uno al mondo al termine di un 2019 che ha segnato l'ennesima sua resurrezione tennistica dopo gli infortuni. Nadal ha sulla terra il suo core business (12 Roland Garros), gli Australian Open sono per lui il torneo più indigesto (ne ha vinto solo uno, quattro i trionfi a New York e due sull'erba londinese). Sicuramente lo spagnolo sta cambiando qualcosa nel suo tennis, nel Master di Londra, nelle finali di Coppa Davis e nella recente Atp Cup a squadre è sceso più spesso a rete (al volo gioca benissimo), sia per sfruttare i suoi fendenti da fondo, sia per accorciare gli scambi e preservare il suo fisico logorato dalle maratone.

Rafa Nadal, numero uno al mondo (Archivio L'Unione Sarda)
Rafa Nadal, numero uno al mondo (Archivio L'Unione Sarda)

Nella sua parte di tabellone Thiem nei quarti e Medvedev o Zverev nei quarti e semifinali teorici. Lo stimolo è agguantare Federer in vetta alla classifica degli Slam, ma gli esperti non lo indicano come il favorito a Melbourne.

Quel ruolo spetta a Novak Djokovic, il 32enne che in carriera ha vinto 16 Slam inquadrando i record di Roger e Rafa. In Australia Nole ha vinto 7 volte (5 a Wimbledon, 3 a New York e una volta a Parigi) e di recente ha battuto in due set Nadal nella finale dell'Atp Cup, spianando il successo della Serbia sugli iberici. Sembra che Nole abbia superato i problemi al braccio destro che gli avevano di fatto perdere il trono mondiale nella seconda metà della stagione 2019 e a questo punto le sue doti di combattente, di giocatore perfetto (definizione del coach Nick Bollettieri), il suo gioco di regolarità e pressione, sembrano ideali per il cemento australiano. Ma mai come questa volta il gruppo degli outsiders è intenzionato a interrompere il dominio della triade. Sul cemento il più temibile forse è il russo Danili Medvedev, stando a quanto ha fatto vedere a New York a settembre. Ma anche Tsitsipas è apparso in grande crescita e ha vinto l'ultimo grande appuntamento individuale, il Master. Thiem sembra più attrezzato sulla terra, ma è sempre da prendere con le pinze. Meno quotato Zverev, troppo presto battezzato come futuro numero uno in pectore. Impossibile non menzionare il talento di Shapovalov. Con orgoglio è doveroso inserire nel novero dei papabili outsiders il romano Matteo Berrettini: quel servizio e quel diritto possono inchiodare chiunque, la semifinale a Flushing Meadows fa luccicare ancora gli occhi degli appassionati italiani, potrebbe essere un antipasto prima di portate più importanti (solo due italiani hanno vinto tornei Slam, sulla terra battuta di Parigi, due volte Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta nel 1976).

Gli italiani Fabio Fognini sul cemento deve confermare la classifica ottenuta soprattutto grazie ai risultati sul rosso e anche se l'anagrafe avanza con quel talento può battere chiunque come ha dimostrato lo scorso anno, la sua stagione d'oro che l'ha proiettato sino al nono gradino della classifica mondiale. Deve anche dimostrare di non soffrire la nuova leadership nazionale assegnata dal computer dalle prospettive future a Berrettini, e ritardare il soprasso che può arrivare dal diciottenne Jannick Sinner, al suo esordio in Australia e considerato da uno che di tennis ne mastica, l'ex numero uno John Mc Enroe, .

Le donne I radar hanno perso di vista le italiane che con Francesca Schiavone (vincitrice a Roland Garros dieci anni fa) e Flavia Pennetta (regina di New York nel 2015) avevano fatto sognare gli appassionati nostrani.

La favorita secondo i bookmakers è la giocatrice di casa e numero uno al mondo Barty. Nei quarti teorici avrebbe la Kvitova, la mancina che ha vinto due Wimbledon giocando come se fosse in paradiso. In semifinale per Barty la Osaka o Serena Williams, che insegue il record di Slam vinti da Margareth Court (24) e il primo Major dopo la nascita della figlia.

Seconda favorita del tabellone la Pliskova, che nei quarti affronterebbe la Svitolina e in semifinale la Halep o la Bencic.

Buon tennis e comunque vada sarà un grande Slam.

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